E domani?

Stanno per raggiungere i 7 miliardi. Ma chi? Noi, noi umani. Quelli intelligenti del pianeta. Sulla presunta intelligenza superiore si potrebbe fare un discorso a parte. Sette miliardi sette sono tanti, forse anche troppi? A questo proposito riporto un estratto dal libro Ritorno al Mondo Nuovo scritto da Aldous Huxley e pubblicato nel 1958. In questo libro viene fatta un analisi su vari aspetti del mondo di quell’anno confrontatoli con quello che lo stesso Huxley scrisse nel suo Il Mondo Nuovo, un romanzo utopistico-fantascientifico pubblicato nel 1932. Nel capitolo Sovrappopolazione ci sono queste poche righe che, la prima volta che le ho lette mi hanno impressionato.

Quando naque Cristo la popolazione del nostro pianeta era di duecentocinquanta milioni –  meno della metà della popolazione della Cina odierna. Sedici secoli dopo, quando i Padri Pellegrini sbarcarono a Plymouth, le creature umane supervano di poco i cinquecento milioni. Il giorno della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, la popolazione mondiale superava il livello di settecento milioni. Nel 1931, quando scrissi Il Mondo Nuovo, sfiorava i due miliardi. Oggi – sono trascorsi appena 27 anni – siamo due miliardi e 800 milioni. E domani?

E di domani in domani siamo arrivati a 7 miliardi caro Aldous. E la Terra è sempre quella, proprio come Huxley fa notare nel proseguio del capitolo, sottolineando che alla base dell’aumento della popolazione ci sono le migliori condizioni di vita. Ma quanto è sostenibile questa qualità di vita? Siamo solo una pallina che galleggia nel vuoto. La Terra è questa e non c’è altro. Quando aumentano le nascite siamo tutti più contenti, ci mancherebbe, ma per uno che arriva non è detto che c’è ne uno che parte. Quando la popolazione di topi aumenta in un certo ambiente, ad esempio per la mancanza di predatori, qualche problema lo crea. Molto più che qualche problema. E’ possibile che noi umani possiamo crescere in modo incontrollato, per mancanza di predatori si capisce, senza creare nessun danno al nostro ambiente? Qualcuno deve pagare le conseguenze. Non solo gli animali ma la natura stessa stanno pagando. E nella natura ci siamo anche noi. Fino a dove possiamo spingerci? A ben guardare di spazio libero se ne può trovare ancora, piuttosto poco in verità. E poi se occuperassimo tutta la Terra disponibile e vivibile non ci sarebbero luogi dove regna un po’ di pace. Volete una Terra di chiassose metropoli? Io no. Quelle che abbiamo sono più che sufficienti. Per non parlare delle risorse, più siamo e più le sfruttiamo e più velocemente. Ma la Terra è di nuovo sempre quella, non può offrire più di quel che ha ed ha sempre avuto.

Da notare che Huxley fa intendere che la Cina del 1958 ha 500 milioni di abitanti. Oggi le cose solo decisamente diverse e sono passati solo 53 anni. Vi sembra tanto? Poco più della metà di 80 anni di vita di un uomo hanno visto più che raddoppiare la popolazione Cinese. Inoltre in sedici secoli, ovvero 1600 anni la popolazione mondiale è raddoppiata, niente di cosi strano. Ma dal 1958 ad oggi, 2011, si è passati da quasi 3 miliardi a quasi 7 miliardi. Significa quindi che in 53 anni la popolazione mondiale è raddoppiata di nuovo in un arco di tempo 30 volte inferiore. Non sorprende? Siamo nel 2011 ma la domanda è la stessa che si fece Huxley nel 1958. E domani?

Il ragazzo con due teste

Quando arriva l’estate cerco sempre un po’ di musica nuova da ascoltare. Di solito cerco qualche artista, di solito gruppi, che abbiano fatto qualche album passato per qualche motivo, alla storia. Così mi sono messo a cercare nel rock, sopratutto quello alternativo, di cui ne sono padri i leggendari R.E.M.. Su internet si trova di tutto, soprattutto grazie a Youtube che ti permette di avere subito un’idea della musica di un artista. Non ricordo cosa stessi ascoltando in quel momento, quando sulla destra, tra i video correlati c’è un video con l’immagine piuttosto curiosa di una donna con al posto della testa un taburello. Questa “donna” è su una barchetta e saluta qualcuno, mentre accanto a lei c’è un bambino che sembra ricambiare il saluto. Tutt’intorno si intravede una scena che sembra quella di un naufragio, con teste e pezzi di legno che affiorano dall’acqua. La scena sembra un disegno ottocentesco a colori e nessun titolo o scritta è presente in tutta l’immagine. Il titolo del video era “Neutral Milk Hotel – Oh Comely”. Mentre ascoltavo la canzone mi sono messo a cercare qualche informazione sul gruppo.

Solo due LP per i Neutral Milk Hotel che poi si sono sciolti, anche se non ufficialmente, e il secondo e ultimo album è In the Aeroplane Over the Sea. Un album che definirei strano, registrato volutamente in lo-fi (bassa fedeltà) nel 1998, ispirato dalla seconda guerra mondiale e dalla vicende di Anna Frank. Forse la particolarità dell’ispirazione è alla base della bellezza di questo album. Le atmosfere sono intime e leggermente cupe, dove voce e chitarra sono i padroni di quasi tutti i brani. The King of Carrot Flowers è la prima traccia, divisa in tre parti, dove Jeff Mangum (voce e autore delle canzoni) fa sentire quello che sa fare. All’inizio potrebbe sembrarvi un po’ stonato ma non è così. In the Aeroplane Over the Sea è la seconda traccia che da il titolo all’album ed ha una melodia molto bella seguita da Two-Headed Boy. Ecco spiegato il titolo del post. Se devo trovare una canzone preferita dell’album quella è sicuramente Two-Headed Boy che si conclude poi, in una seconda parte nell’ultima traccia. Poi c’è ovviamente Oh Comely, una splendida ballata di 8 minuti abbondanti. Di solito le canzoni che durano più di 5 minuti mi annoiano ma Oh Comely fa eccezione.

Naturalmente ci sono altre canzoni in In the Aeroplane Over the Sea che meritano un accenno ma vi invito ad ascoltare questo album perchè è un piccolo gioiello. L’indie rock, o alternative rock, riservano sempre delle belle sorprese che rimangono nascoste dai grandi nomi e dallo star system. C’è un altro gruppo indie che meriterebbe più successo e ne scriverò più avanti. Per ora non riesco a smettere di ascoltare i Neutral Milk Hotel e sicuramente saranno la colonna sonora della mia estate.

In The Aeroplane Over The Sea
Copertina di In The Aeroplane Over The Sea