Sempre più avanti, sempre più lontano

Questo Dialects degli americani Snowmine è un album che non avevo messo nella lista dei dischi in uscita quest’anno. Un giorno mi sono ricordato di loro e ho visitato il sito ufficiale scoprendo che stavano per pubblicare il loro secondo album. Un paio di mesi fa ho scritto su questo blog della loro iniziativa di autofinaziarsi, producendo l’album in proprio e chiedendo l’aiuto dei fans. Dal canto mio ho partecipato acquistando in anticipo l’album che ho potuto scaricare poi il giorno della pubblicazione. Il precedente Laminate Pet Animal mi era piaciuto ma non così tanto da “consumarlo”, dunque da Dialects non avevo grandi aspettative. Dopo i primi ascolti ci si accorge che gli Snowmine hanno mescolato parecchio le carte in tavola e ho rivisto la mia posizione nei loro confronti. Questo album è differente e riserva diverse sorprese.

Snowmine
Snowmine

La traccia d’apertura è il simbolo del nuovo corso degli Snowmine, To Hold An Ocean mostra la forza eterea di questo gruppo, “Please whisper lines of books that I should have read. / Can you still my hand that never rests? / Tell me how it is again“. Rome è il singolo dell’album ed è una delle più orecchiabili,”My legs took me where my mind refused to go / I just thought that you should know“. Gli Snowmine non possono negare di ispirarsi agli anni ’80 ma lo sanno fare bene senza che diano quella sensazione di “già sentito”. La successiva Columbus è un’altra canzone che entra in testa e ci fa capire che il gruppo percorre sempre la stessa strada, “All this time when you read my mind / You read my mind / All those thoughts that I knew you’d find / I hid between the lines“. Una delle canzoni più belle di questo album è Further Along, Farther Away, che inizia con sonorità folk-rock ma si trasforma in una sorta di disco-folk (esiste?) che ti fa venire voglia di battere le mani a tempo, “Could spoil the spirit passing through / Even walls ten-thick to break into. / They’d all crumble. / They’d all crumble with time“. Più pop la successiva You Want Everything dove viene fuori il lato più dolce e sensibile del gruppo, “You could try to be your best / Don’t you know that’s suicide? / To want / You want / You want everything“. Safety In An Open Mind è l’unico brano strumentale dell’album dalle atmosfere fiabesche e moderne. Glide è probabilmente il fulcro dell’album, un concentrato di quanto sentito finora con un pizzico di epicità in più, “And I roll backwards as the wheel that pulls me down / Faster than the wind blows us from the ground / As we glide“. Plans è un’altra di quelle canzoni che entrano in testa grazie al suo irresistibile “back again, back again”, “You show your gold with no hand to hold / Yeah we’ve all been told / When you wish it back again, back again, back again, / Your trail runs cold“. Con Courts gli Snowmine si fanno più oscuri ma la voce del leader Grayson Sanders si mantiene leggera, “A show of strength / No one to thank. / Your show of strength / Your page is blank“. Silver Sieve è l’altro brano di punta di Dialects, più rilassato e semplice rispetto al resto dell’album, “Shake Shake / The wind blowing / A storm still waiting back behind / It’s always over me / Taking its toll“. Chiude Dialects la bella Dollar Divided dalle tonalità folk-pop, “You’re right on time for the dwindling goose, / Who’s fewer times fed and who’s justly obtuse“.

Dialects è un album che richiede diversi ascolti prima di essere apprezzato fino in fondo, nonostante tutte le canzoni siano piuttosto orecchiabili. Rispetto al precedente è un album più coerente, più solido e meno incerto sulla strada da percorrere. Gli Snowmine fanno un bel balzo in avanti nella speranza che qualcuno si accorga di loro e possano realizzare completamente il loro sogno di essere indipendenti. Se il primo album mi aveva convinto a metà, questo ha avuto un effetto decisamente migliore. Un album dove si respira un senso di libertà e di bellezza nel quale la voce, per certi versi fredda, di Grayson Sanders evita quelle sbavature che potrebbero intaccare il fascino della musica del gruppo. Dialects è un bel album e spero sia un nuovo inizio per gli Snowmine.

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