Il ruggito del leone

Conoscevo già da tempo le due sorelle Söderberg, Johanna e Klara, ma non avevo finora ascoltato nessun loro album. Ho deciso di rimediare e mi sono impossessato di The Lion’s Roar, il secondo album delle First Aid Kit. Uscito un paio di anni fa, non è passato inosservato e subito le due ragazze hanno ottenuto consensi da più parti, come si dice in questi casi. Recentemente le ho riscoperte con la loro Emmylou e, come mi capita spesso, non mi sono limitato ad ascoltare solo questo brano. Un altro episodio che mi ha fatto fare un passo in avanti nella direzione delle First Aid Kit, è stato anche l’aver conosciuto Lily & Madeleine che, non nascondendolo, si ispirano alle sorelle svedesi. Curioso notare che le First Aid Kit subiscono un’influenza americana maggiore delle duo Lily & Madeleine, che americane lo sono per davvero. Tutte e quattro le ragazze sono accomunate però dalla giovane età sia anagrafica che artistica. Il futuro è quindi nelle loro mani e le premesse sono buone. Molto buone.

First Aid Kit
First Aid Kit

L’apertura dell’album è affidata a The Lion’s Roar, con un intro molto simile a Swan Swan H dei R.E.M. ma talmente classico da non essere proprietà di nessuno. Un folk carico e trascinante nel quale è subito chiara la predominanza della voce di Klara su quella di Johanna, che è un po’ il marchio di fabbrica della coppia, “And I’m a goddamn coward, but then again so are you / And the lion’s roar, the lion’s roar“. La successiva Emmylou è un piccolo gioiello folk alla maniera americana nonchè una delle canzoni più belle dell’album, “I’ll be your Emmylou and I’ll be your June / and you’ll be my gram and my Johnny too / you know I’m not asking much of you / just sing little darling sing with me“. In The Hearts Of Men è più lenta rispetto alle precedenti, non sarà l’unica, e particolarmente ispirata nel testo, “In the hearts of men, in the arms of mothers, and the parts they play to convince others. We know what we’re doing. We’re doing it right“. Se volete un po’ di ritmo Blue è quello che ci vuole anche se l’argomento non è dei più allegri. Le ragazze con questa canzone fanno centro, soprattutto per il tema della canzone e la scelta delle melodia, “Then the only man you ever loved, he thought was going to marry you, died in a car accident when he was only twenty-two“. This Old Routine si può considerare la canzone tipo delle First Aid Kit, con un ritornello dal sapore anni ’60, “This old routine will drive you mad / It’s just a mumble never spoken out loud / And sometimes you don’t even know why you loved her“. A seguire la poetica To A Poet essenziale ed eterea che cerca un po’ di riscatto nel pungente ritornello, “Though I miss you more than I can take and I will surely break. / And every morning that I wake up there is the sake, but there’s nothing more to it, I just get through it“. I Found A Way è una canzone che metterei tra le più belle e riuscite di The Lion’s Roar, dalle atmosfere magiche e oscure e un ritornello difficile da dimenticare, “So the morning came / And swept the night away / As I was looking for / A way to disappear / Amongst the quiet things / And all these empty streets / I found a way, I found a way / To reappear“. Dance To Another Tune è forse la meno ispirarata e suona un po’ di già sentito, “Will you look at me? Take a good look at me and tell me who it is that I am“. Le due sorelle si risollevano subito con la struggente New Year’s Eve, anche questa da mettere tra le migliori, “People passed in cars with their windows down, with a pop song playing. A man walked by, walking back and forth the street with a drunken smile he took home along“.Il vero risveglio arriva con King Of The World, un folk trascinante e allegro che arriva quasi imprevisto (con il contributo di Conor Oberst), “I keep running around / Trying to find the ground / But my head is in the stars / My feet are in the sky / Well I’m nobody’s baby / I’m everybody’s girl / I’m the queen of nothing / I’m the king of the world“. Traccia bonus, la bella Wolf, un folk dalle forte contaminazioni americane, “Wolf father, at the door / You don’t smile anymore / You’re a drifter, shapeshifter / Let me see you run, hey ya hey ya“.

Cosa posso aggiungere a quanto di buono è stato detto sulle First Aid Kit? Poco o nulla. Solo la mia personale impressione ovvero un’ottima impressione. Forse non entrano nell’olimpo personale della mia musica preferita ma quasi ci riescono. Ancora, come sempre, mi chiedo cosa mi ha impedito di ascoltare le First Aid Kit già qualche tempo fa. Però ora intendo recuperare, anzi le due sorelle sono pronte a pubblicare il loro terzo album. Si intitolerà Stay Gold è promette di rappresentare un nuovo corso per il duo. Non mi resta che aspettare fino a Giugno. Per ora mi ascolterò ancora un po’ The Lion’s Roar perchè ho degli arretrati da requperare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...