Baudelaire nel pomeriggio

Senza alcun dubbio le canzoni tristi mi affascinano di più di quelle allegre e sono del parere che fare una bella canzone triste sia più difficile che farne una altrettanto bella ma allegra. Ecco perchè non ho esitato ad ascoltare Aldous Harding. Questa ragazza, (perchè è una ragazza, a dispetto del nome d’arte) che all’anagrafe fa Hannah Harding, ha creato una canzone parecchio triste ma di straordinaria bellezza. Anche chi di solito non sopporta questo genere di canzoni, ascoltando Stop Your Tears si troverà imbambolato con tutta l’attenzione rivolta alla voce della Harding. A me è successo. Anche riascoltandola più volte il risultato è sempre lo stesso, mitigato forse dall’effetto sorpresa che si va perdendo. Una volta rapiti da questa cazone non si può fare a meno di ascoltare l’album d’esordio della cantautrice neozelandese Aldous Harding.

Aldous Harding
Aldous Harding

Stop Your Tears apre l’album nel migliore dei modi. Una canzone toccante come poche, dal significato oscuro, tanto triste da strappare qualche lacrima nonostante il titolo. La voce della Harding va dritta al cuore, senza paura. Un piccolo capolavoro che vale l’intero album, “I will never marry my love / I will die waiting for the bells / Death, come pull me underwater / I have nothing left to fear from hell“. La successiva Hunter è più luminosa e ricca. La Harding sembra rincuorare l’ascoltatore, quasi a voler farsi perdonare la tristezza trasmessa in precedenza. Riuscendoci, “He’s a hunter, he’s a good man / Be brave when he brings you nothing home. / He’s a hunter, he’s a good man / Be brave when he brings you nothing home“. Two Bitten Hearts anticipa quello che sarà poi fondamentalmente il proseguio dell’album. Lunghe canzoni lente e caratterizzate dalla voce sussurrata della Harding. Forse eccessivamente lunga, con i suoi quasi sei minuti mezzo, per il genere di canzone, “I stayed till morning / I hung the cloak on the wall while you were sleeping / You cried ‘Will you teach me  / So we can be two bitten hearts sleeping’“. Titus Groan riprende le sonorità di Hunter e la cantautrice neozelandese ci riporta in un mondo poetico pervaso sempre da un’immancabile tristezza di fondo, “Behind this house there lives a boy / I hear him cry at night / He sits alone and waits for sunrise“. Beast spezza in due l’album con un incalzante (e inquitante) folk d’altri tempi. Una bella canzone, tra le più orecchiabili e brevi di questo album, “Why breed a boy for his meat / To teach the child cruel rituals or ruin to repeat? / Why leave a heart in the heat / Till the marble bath that held the truth lies broken at your feet?“. La successiva No Peace riprende da dove era finita Two Bitten Hearts ma lo fa con più convinzione e ispirazione. La Harding cattura con la sua voce e ci culla in una nebbiosa atmosfera, sempre un po’ inquieta e sconosciuta, “I live in a small pale house / A moment’s march from the beach / My day is growing near / And here I find no peace at all“. Merriweather è una bella canzone dallo stampo classico e nostalgico. Ha un fascino particolare e sfuggente. Una vera “canzone di una volta” che fa leva sui ricordi, nata per essere una bella canzone, “He watches over the roses that bloom in my soul / And all through the garden his name does grow / The one that I lost is under the dust / And deeper he’s buried, as he learns of our love“. Small Bones Of Courage cavalca l’onda di Stop Your Tears passando di nuovo i sei minuti come Two Bitten Hearts. Questa volta però il risultato è migliore e più vario costringendoci ad ascoltare con attenzione Aldous Harding, dandoci la sensazione che ci stia rivelando qualcosa di importante, “There is a train that moves through the valley / Its path is crooked and tied / We’re told we are but travellers upon its hellish ride / But the coal will not burn longer than we will eat“. Titus Alone ripropone la precedente Titus Groan senza differenze apprezzabili ad un primo ascolto ma chiudendo di fatto l’album. Una traccia bonus è disponibile nella versione digitale, intitolata Algust Row che non si discosta molto da quanto ascoltato finora se non per la sua vena poetica più positiva. Rimane inspiegato il perchè sia rimasta fuori dall’album.

Aldous Harding è un album che richiede una buona dose di attenzione per comprenderlo ed entrare in sintonia con la sua autrice. Hannah Harding è un personaggio particolare che sembra trasparire dalle sue canzoni nonostatante le loro sonorità classiche del folk cantautorale. Sonorità che sembravano cadute in disuso ma che ultimamente stanno tornando alla ribalta e la Harding potrebbe diventarne la principale esponente. Personalmente ho trovato questo album davvero affascinante ma al di sotto delle aspettative se penso alla bellezza dell’iniziale Stop Your Tears. Forse metterla all’inizio non è stata una scelta saggia. Le nove canzoni che la seguono non sono alla sua altezza ma ciò non significa che questo non sia un bell’album. Un album consigliato a chi si vuole perdere nelle canzoni e non ha paura di quelle tristi. Sconsigliato a chi si annoia subito e ha il sonno facile. Tutti però dovrebbero ascoltare almeno una volta Stop Your Tears.

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