La lunga attesa

Ma che fine anno fatto gli Holmes? Il gruppo svedese capitanato da Kristoffer Bolander ha pubblicato il suo ultimo album nel 2012. Qualche post su Facebook un anno fa e poi più nulla. Il 2014 non ha portato niente di nuovo in casa Holmes e spero che per questo 2015 ci siano delle novità. Nel frattempo mi porto avanti o meglio mi porto indietro. Sì, perchè continua il mio percorso a ritroso nella musica di questo gruppo alfiere della scandinavian americana, sono partito da loro ultimo Burning Bridges (2012) per poi passare al precedente Have I Told You Lately That I Loathe You (2010) e infine eccomi a Wolves (2008). Come sempre, quando scrivo degli Holmes, ho sempre qualche difficoltà a reperire i testi delle canzoni, è un peccato non poter comprendere a pieno il loro significato ed un peccato anche non poterne riportare qualche estratto in questa recesione. Inoltre tutta la discografia degli Holmes è disponibile, anche gratuitamente, nella loro pagina Bandcamp: holmes.bandcamp.com.

Holmes
Holmes

Apre Possession che conferma lo stile particolare degli Holmes. Un’atmosfera notturna e avvolgente trafitta dalla voce pungente di Kristoffer Bolander. Immancabile come sempre la fisarmonica di Larisa Ljungkrona. Storm propone un accattivante indie rock che caratterizzerà gli album a venire. Le chitarre si mescolano guidate ancora una volta da Bolander e dalla Ljungkrona. A New Still Morning è la classica ballata stile Holmes, sognante e romantica. Curiosa a partire dal titolo è David Letterman dedicata al popolare showman americano. Mi piacerebbe leggere il testo di questa canzone ma purtroppo non riesco a trovarlo. Vorrei capire se è ironica oppure no. Anche se personalmente credo sia sincera. Long Waiting è un’altra ballata (titolo adatto per l’attesa di novità dalla band!). Queste ballate sono belle ma tendono ad essere un po’ ripetitive tra loro. Una piccola variazione sul tema con Hold On che sempre un piacere ascoltare anche per il suo finale più rock. Relapse è un’altra ballata dalle sonoritià più pop che scivola via in sottofondo. The Arms Of Someone Else è a mio parere la canzone più bella di questo album. Delicata e dolce, questa canzone conquista per quel nonsochè particolare. La voce di Bolander si sposa con una straordiaria melodia di fisarmonica. Da ascoltare. Satan è altrettanto bella e anche in questa occasione mi piacerebbe leggerne il testo. Il titolo sembra in contrasto con le atmosfere della canzone. Chiude l’album Wolves, che da il titolo all’album. Un altro brano in perfetto stile Holmes.

Il secondo lavoro degli Holmes è alla pari del successivo. Il quarto e ultimo album è invece un grande passo avanti su tutti i fronti. Il gruppo svedese spesso propone delle straordinarie ballate che ascoltate una dopo l’altra perdono un po’ del loro fascino. Se volete ascoltare per la prima volta questa band sicuramente Burning Bridges è l’album dal quale partire. Spero che questo anno sia quello buono per risentire gli Holmes con nuove canzoni. Perchè alla fine, nonostante qualche canzone un po’ noiosetta, li ascolto sempre volentieri anche se mi manca il supporto dei testi. A volte non capisco fino in fondo quello che canta Bolander ed è un peccato.

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