L’âme sereine

Lo scorso anno rimasi incantato dalla musica e dalla voce della bella cauntautrice canadese Béatrice Martin, conosciuta anche con il nome di Cœur de pirate. Quest’anno ho voluto continuare il viaggio alla scoperta della sua discografia. Nonostante la pubblicazione del suo terzo album di inediti sia ormai imminente, non ho saputo aspettare di sentire nuove canzoni e mi sono precipitato sul suo secondo album, intitolato Blonde del 2011. Cœur de pirate rappresenta un’eccezione nella mia collezione per il semplice fatto che si tratta di un’artista che ha scelto il francese come lingua per le sue canzoni. Cœur de pirate ha dichiarato di preferire il francese perchè è una lingua che le permette di esprimersi al meglio. Non posso che essere d’accordo, almeno nel suo caso. Se infatti anche a voi, come me, nutrite (o nutrivate) qualche perplessità riguardo alla musica in lingua francese, Béatrice Martin potrebbe velocemente farvi cambiare idea. L’album d’esordio mi aveva fatto un’ottima impressione e questo Blonde non è da meno. Anzi.

Cœur de pirate
Cœur de pirate

Si comincia con la corale Lève Les Voiles che fa leva sull’assonaza delle parole nel testo della canzone. Perfetta per iniziare con il piede giusto, “Lève les voiles, ô voilier blanc / Mais lève au vent qui tourne  /Lève les voiles sur d’autres chemins / Rêvant de voir la fin“. Il singolo di punta è Adieu, scoppiettante pop addolcito dalla voce della Martin. Questa canzone mostra la rinnovata vitalità della cantautrice e le nuove sonorità dell’album, in una delle sue tante sfaccettature, “Mais dis-moi adieu demain / Mais dis-moi adieu en chemin / Va voir les autres, je n’en pense rien / Je t’ai aimé, mais je t’assure que c’est la fin“. Danse At Danse è sulla stessa lunghezza d’onda della precedente. Dall’inizio dell’album, curiosamente, appare sempre nei testi la parola “fin” (fine). La fine di un amore, evidentemente, “Mais danse et danse sans que j’aie à t’aimer / Je ne t’aurai plus quand ce sera demain / C’est si dur de grandir, je sais / Même sans moi, tu connais la fin“. La successiva Golden Baby è allegra e spensierata, un piccolo gioiellino. Una canzone che dimostra quanto la Martin sia migliorata nel suo songwriting dai tempi del suo esordio, “Golden Baby, c’en est assez / De courir te faire désirer / Dans ces lumières qui donnent vie à nos nuits“. Se finora si è trattato di pop, Cœur de pirate ci sorprende con Ava. Con questo brano si comincia a fare sul serio e ci apre ad un sorriso. Una delle migliori canzoni dell’album. Da ascoltare, “Oh, l’aime si tu veux, mais son rire laisse une trace / Et, des blessures, tu peux renaître si tu t’arraches / De ses mots, de promesses, de mensonges qui blessent / Mais ne sors pas si tu souffres, mon Ava“. Più vicina alle atmosfere dell’esordio, Loin D’Ici che vede la partecipazione del collega e connazionale Sam Roberts. Una canzone d’amore, niente di più ma sempre molto piacevole da ascoltare e riascoltare, “Et j’ai laissé mon cœur loin d’ici / Valsant dans un coin de ton pays / Sans regrets, je ne sais si l’on doit commencer / Une histoire si l’on doit se quitter“. Dolce e sognante, Les Amours Dévouées, che si aggiunge ai piccoli capolavori di questo album. Tutto è molto francese, notturno e scivola via meravigliosamente sull’inconfondibile voce della Martin. Da ascoltare, anche questa, “Mais j’arrive et que celles qui t’attendent ne t’attendent plus jamais / Ou se fassent un sang d’encre pour ce diamant que j’ai / Si je dois moi-même tendre la carte d’une dévouée“. Ritorna a sentirsi molto bene l’amato pianoforte in Place De La République, chiaramente dedicata a Parigi. Forse la canzone più cantautorale di tutte, più personale. Un’altra bella canzone, “Ce soir, ne m’oublie pas / Je t’attendrai au moins le temps de dire / Que j’ai voulu prendre le plus grand risque / Un soir qui m’a rendue bien triste / Un soir, Place de la République“. Anche in Cap Diamant il pianoforte è il miglior compagno della voce di Cœur de pirate. Una dolce ballata, rilassante e magica, anche un po’ malinconica, “Et tu m’as volé ce qu’il reste de l’été / Des berceuses que tu chantais pour me calmer / Ne me laisse plus ici, ne me laisse plus cette fois / Même si je ne suis rien pour toi“. Si riaccendono le luci e con Verseau, si torna al pop di inizio album. Come si fa a stancarsi di ascoltare Cœur de pirate? “Laisse-les tomber ce soir / Ces envies de voir tes limites / Et tu ne nous fais que du mal quand tu franchis ces lignes / Je suis brûlée par l’usure / Je ne vis que pour tes yeux de gris / Et de mon mal, j’avale mes larmes et mes cris“. Saint-Laurent è una di quelle canzoni che non possono essere cantate in nessun altra lingua se non in francese. Tutto questo ha un nome, chanson, Et si tu dors seul ce soir parmi leurs pleurs d’aurore / Et si tu me laisses dans tes bras, je t’attends, boulevard Saint-Laurent“. Chiude la splendida La Petite Mort, dalle sonorità scure e malinconiche. Un melodia che ci culla nel migliore dei modi verso la fine di questo bell’album, “Si l’on me perd, sache que je serai la tienne / Et au creux de ses bras, la mort nous bercera / Car si l’on me perd, c’est seulement pour rester la tienne / Et au creux de ses bras, la mort nous bercera“. Nella versione dell’album che ho, c’e anche una tredicesima canzone intitolata Hôtel Amour che non fa altro che arricchirlo ulteriormente.

Ora posso dire che Blonde è, a mio parere, migliore dell’esordio. Tutto quello che c’era di buono, è stato amplificato, frutto anche dell’acquisita maturità dell’artista, più consapevole dei propri mezzi. Blonde è un album che si lascia ascoltare più e più volte nonostatante la sua natura semplice e pop. Béatrice Martin incanta con la sua voce e le sue melodie, confermando tutto il suo talento. Questo album è un album di canzoni d’amore, è vero, ma non è banale e scontato. Béatrice Martin vuole coniugare la tradizione francese con un pop fresco e giovane, riuscendoci. Perchè Cœur de pirate ha venticinque anni e se va avanti di questo passo potrebbe crescere tanto da uscire dai confini che la lingua che ha scelto per le sue canzoni le impone. Non siate scettici, come lo sono stato io, nei confronti della canzone francese. Concedete un ascolto a questa cantautrice che saprà incantarvi.

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