Tesoro sepolto

Ecco un’altra delle uscite dello scorso anno che mi sono lasciato scappare. The Lingering della cantautrice norvegese Siv Jakobsen, in realtà, non mi era sfuggito al radar ma l’avevo accantonato in vista di ascolti futuri. Recentemente l’ho recuperato, un po’ alla cieca, memore delle buone impressioni che avevo avuto a rigurdo. Mi aspettavo un album un po’ sonnolento e cupo ed invece Siv Jakobsen si rivela essere una sorpendente cantautrice dal piglio pop, mai troppo brioso o banale, un po’ feddo forse ma eccezionalmente delicato ed toccante. Un album breve senza orpelli che nasconde una curiosa cover.

Siv Jakobsen
Siv Jakobsen

Dark apre l’album, introducendoci nel mondo scuro e denso della cantautrice norvegese. La sua voce fredda contrasta con gli archi e il pianoforte. Rimarremo incantati dalla magia di questa canzone, “Someone told me there is light at the end of every tunnel / Said there’s a light there waiting for me / But I don’t believe it, not now, not ever / It’s always dark when I go home / I am the dark one in my bloodline / I fear my shadow like a beast“. La successiva How We Used To Love batte sullo stesso tasto. Una tristezza profonda pervade la voce e il testo ma la musica riesce a dare una speranza. La Jakobesen dimostra un incredibile talento mosso da una forte ispirazione, “I’m afraid for our future / I’m afraid it won’t last / ‘Cause you’ve got too many scars to hide / And I haven’t got enough to understand why / Why are you always so sad / Why are you always so / Why are you always so sad? / How we used to love / How we used to love“. Fix You è illuminata dal ritornello, dove la voce delle Jakobesen vibra di emozione e fa salire qualche brivido lungo la schiena. Ancora una canzone delicata, preziosamente triste e malinconica. Un mix fatale, “Every word you say / Poison in my blood / But there’s a fire in my veins / When you say you’ll stay / With your hands on my chest / Your lips on my neck / And you say “I’m broken” / “Oh baby, I’m broken” / ch: I can’t fix you / But I want to try / I can’t fix you“. A sorpresa c’è una cover, quasi irriconoscibile se non fosse per il testo. Il suo titolo è Toxic, proprio quella di Britney Spears ma rallentata, svuotata di ogni orpello e ritmo. Una curiosa scelta ma che dimostra le capacita di questa cantautrice, “With a taste of your lips / I’m on a ride / You’re toxic I’m slipping under / With a taste of a poison paradise / I’m addicted to you / Don’t you know that you’re toxic / And I love what you do / Don’t you know that you’re toxic“. Una ballata smorzata dalla voce della Jakobsen si nasconde sotto il titolo di Buried In Treasure. Una delle canzoni più tristi e cupe dell’album ma in grado di evocare atmosfere difficili da descrivere. Meglio ascoltare, “His fingers are trembling through dresses and skirts / Searching through mountains of sweaters and shirts / For a sign or the smell of her smile / To keep them together, to keep her alive / So he won’t remember the day when she died / As his heart oh it travels back in time“. La successiva Caroline è invece più dolce e luminosa delle precedenti, dove trova spazio il lato più melodioso della voce della Jakobsen. Un raggio di sole tra la nebbia di una fredda giornata del nord, “Caroline’s reflection doesn’t match it’s mate / Blinks in vain, because the image stays the same / The mirror’s careless to the hollow gaze / Staring blankly without a trace of hope to lean on“. Bullet ha un’anima solitaria ma cresce piano piano, racchiudendo quella magia che questo album nasconde. Un’incantesimo che termina qui ma torna quando vuole, “You’re like a bullet in my chest / Your aim is perfect / Every time I lay myself down for you / I paint a circle on my chest / To make it easier for you to aim just right“.

The Lingering non arriva nemmeno a mezz’ora di durata ma riesce a portare l’ascoltatore in un mondo incantato, triste ma dolce. Siv Jakobsen ci delizia con la sua voce, sostenuta da immancabili archi che amplificano il fascino e la delicatezza delle sue canzoni. Vi innamorete in fretta di Siv, basta poco. Un peccato aver lasciato da parte questo album per così tanto tempo. Sono contento però di aver recuperato questo piccolo tesoro. Un album da ascoltare da soli, in tutta tranquillità, per cogliere ogni nota, ogni singola sfumatura.

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