Le ultime luci della sera

Ora che le giornate estive sono più lunghe e la sera scende lentamente è bene accompagnarla con della musica appropriata. Arriva giusto in tempo tra nella mia collezione un album uscito lo scorso Aprile. El Coyote è l’album omonimo di una band canadese capitanata da tre ragazze, Angela Desveaux, Katie Moore e Michelle Tompkins. La scorsa settimana ho pubblicato la recensione dell’ultimo album di Erin Rae ed è proprio lei che ho risentito nelle canzoni di El Coyote. Fin dalle prime note ho capito che questo era uno di quegli album che avrebbe necessitato qualche ascolto in più del normale per essere apprezzato al meglio. A mio parere questo è un pregio per un album, sempre.

El Coyote
El Coyote

L’album si apre con la bella Come Around che subito ci porta nelle rilassanti atmosfere della loro musica. Un mix di voci e un accompagnamento essenziale ma ricco sono la ricetta di questo gruppo, “But you’re always going and darling you don’t stop. / We all need some time and a moment to figure it out. / Getting lost in a daydream. Awake and wandering around / See I know you’ll come around when you want to“. Tra le mie preferite c’è sicuramente Only Temporary, una riflessione sulla precarietà della vita e sulle cose belle che ci riserva. Tutto è così leggero e confortevole, ogni nota e ogni parola sono al posto giusto, “They’ll be no talk of wasted time, / no talk behind our backs, / The plans we had and lovers at hand, a place they’ll all soon have. / It’s only part of living life, / And soon you’ll be freed of, / The good, the bad, the nothing at all, / Embrace the ones you love, / ‘cause they’re only temporary too“. Vale lo stesso per la successiva By The Gate. Una triste canzone d’amore che affonda a piene mani nella tradizione americana, deliziandoci con la sua delicatezza, “How long must I wait, how long til I hear back from you? / Too late to save face, in their whispers I hear the word “fool.” / Days flow, the rains fall, can’t make out one drop from another / Oh as I wait for my falsehearted lover“. Lighten Up Diane è un invito ha prenderla alla leggera. Una ballata dalle distese sonorità country che ci culla dolcemente con l’intento di scacciare qualche pensiero di troppo, “Lighten up you say. Have a drink on me, / Come on, lighten up Diane. / And as the jukebox plays and the lovers sway / It’s here I realize you don’t give a damn“. Another Day è ancora una riflessione sulla vita e sul tempo che passa. El Coyote mantengono lo stesso passo, come in una lenta danza che allevia il peso di un’altra giornata, “Another day later / Of a life to refine / To all that is real / Leave the lusting behind / And soon we will find / A beauty so rare / A truth that is learned / Oh, it’s just another day“. La successiva Tip Jar alza il ritmo ed è ancora un invito a godersi la vita. Queste ragazze e la loro band fanno un ottimo lavoro e sfornano una delle canzoni più orecchiabili di questo album, “But if I don’t wake up tomorrow promise me that you’ll / Go collect my last paycheque, get it signed over to you / Empty out the tip jar, tie one on real wide / Drink to life and living, like it’s your last night alive“. Time Will Tell è un’incantevole ballata country che evoca un’atmosfera fraterna e l’amore per le piccole cose della vita. Dopotutto è il tema ricorrente di questo album, “Round tables and table wine / Fiery faces on a starry night / The break of laughter on the long drive / There’s always someone there to remind“. Leaving Thunder è ancora una ballata in perfetto stile americano ma con un sottile fascino pop. Come nelle altre canzoni, le belle melodie e le voci si confermano il punto di forza di questa band, “Thought I found a place / A place where everything was so right / A quick escape from routine life / Thought I found the man / The one who’d make everything right / So I could slow down my stride“. In Satellite Lost ritroviamo la serenità della sera, in una ballata solitaria e malinconica. Un gioiellino per purezza e semplicità, “You’re no alone, not in the dark, / glossy smiles reflect a glow. / That’s how you know it’ll be all right, / cause we’re all lost in the night“. L’album termina con Begin Again che vira verso un sommesso folk rock che invita a ricominciare a vivere. Riassumendo, di fatto, il messaggio dell’intero album, che spegne così le ultime luci della sera, “Let your life do the leading / Give your memories away / Let the loss go on teaching you / Now’s the time to be in / Let’s begin again“.

Queste tre artiste hanno fatto bene a riunirsi per dare vita al progetto El Coyote. L’album è da ascoltare tutto d’un fiato mentre si ozia piacevolmente. Lasciarsi trasportare dalle melodie delle chitarre acustiche e dalle irresistibili pennellate del suono di una pedal steel, è quanto serve per godersi appieno le sue canzoni. Questa band ha fatto un album nel quale non ci sono particolari cambi di ritmo o velocità ma dove tutto procede serenamente e in modo prevedibile. Sì, è un album prevedibile ma proprio per questo rassicurante o, per meglio dire, confortevole. Insomma qualche che sia stata la vostra giornata, entusiasmante, noiosa o pesante, è bene passare dalle parti di El Coyote per passare anche solo pochi minuti in piacevole compagnia.

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