La prima stella della sera

Last.fm afferma che tra i brani più ascoltati, in assoluto, della mia collezione compare, inaspettatamente, il brano Miller Tae My Trade. Chissà quante altre volte l’ho ascoltato con il mio vecchio e fedele lettore mp3. Ma purtroppo lui non tiene il conto. A cantare questa canzone è la scozzese Hannah Rarity nel suo EP di esordio intitolato appunto Beginnings (La lista dei desideri). Dopo due anni è arrivato anche per lei il momento di misurarsi con un album, ed ecco qui Neath The Gloaming Star pubblicato lo scorso due settembre. Tra materiale originale, cover e canzoni tradizionali la voce di Hannah Rarity si mette alla prova in uno dei debutti folk più interessanti di quest’anno.

Hannah Rarity
Hannah Rarity

The Moon Shined On My Bed Last Night, una canzone tradizionale nella versione di Jeannie Robertson, apre l’album. Subito possiamo apprezzare tutta la delicatezza della voce della Rarity e un accompagnamento impeccabile, “For the moon shined on my bed last night, / No rest I could not find, / For thinking on the bonnie boy, / The boy I left behind. / If he were here that I love dear / I’d go to my bed and sleep, / But instead of sleep, all night I weep / And mony’s the tear I shed“. Wander Through This Land è il primo dei brani originali e ci fa scoprire tutto il suo talento anche come cantautrice. Tutta la canzone, dal testo alla musica, va ad incastrarsi perfettamente nelle atmosfere e nello stile dell’album, “Time may be all we have to spend / What we leave behind, we can find anywhere we go, / If you take my hand, / We’ll wander through this land forever“. Land O’ The Leal è una canzone che prende il testo da una poesia omonima di Lady Carolina Nairne vissuta a tra il XVIII e il XIX secolo in Scozia. Una delle più belle canzoni di questo album, “I’m wearin’ awa’ Jean, / Like snaw-wreaths in thaw, Jean, / I’m wearin’ awa’ tae the land o’ the leal / There’s nae sorrow there, Jean, / There’s neither cauld nor care, Jean, / The day is aye fair in the land o’ the leal“. Neath The Gloamin’ Star At E’en dà il titolo all’album ed è una canzone folk tradizionale nella versione di Tony Cuffe. Una canzone triste e delicata della quale apprezzare la scelta musicale che dà al brano un’aura di sogno, “Why should I seek for riches when toilin’ at the ploo? / There’s flooers intae the peasant’s path a King might stoop to pull, / For yonder comes ma lassie in beauty like a Queen, / An’ I’ll clasp her tae ma bosom ‘neath the gloamin’ star at e’en“. La successiva Wasting Time è un’altra canzone originale della Rarity. Qui si sceglie un approccio più vicino al folk contemporaneo, reso gentile e magnificamente nostalgico dalla sua voce, “Empty room, things unsaid, / Drowning in the stillness, / We’re ships in the night, sinking in / Journey over long before it could begin“. Da una poesia di Violet Jacob, che dedicò al figlio morto in guerra, nasce questa Hallowe’en. Il testo triste e musicale si accompagna perfettamente con la voce melodiosa della Rarity. Una canzone di eccezionale sensibilità e poesia, “The tattie-liftin’s nearly through, / They’re plooin’ whaur the barley grew / And efter dark roond ilka stack / You’ll see the horsemen stand and crack / O Lachlan, but I mind on you“. Where Are You (Tonight I Wonder​)​? già presente nel suo EP, è una bella cover dell’originale di Andy M. Stewart. Hannah Rarity con la sua voce incanta chi ascolta e scalda anche i cuori più freddi, “The view from my window is a world full of strangers, / The face in my mirror is the one face I know / You have taken all from me, so my heart is in no danger, / My heart’s in no danger, but I’d still like to know“. A partire dal titolo, Alison Cross, non può che trattarsi di streghe. Un tema ricorrente nelle canzoni che già incontrato. Una strega, necessariamente brutta, lancia un incantesimo su un uomo che rifiuta di essere il suo amante, “It fell upon last Hallowe’en / When the seely coort cam riding by / The queen’s lichtit doon on a gowany bank / Nae far fae the tree whaur I did lie“. Braw Sailin’ On the Sea è un’altra canzone della tradizione scozzese. Una canzone che parla d’amore, triste come buona parte delle ballate scozzesi, “And it’s braw sailin’ on the sea / When wind and weather’s fair / Oh it’s better tae be in my love’s airms, / O gin I were there“. Erin Go Bragh ha origini nella tradizione irlandese. Questa versione di Dick Gaughan era già stata pubblicata nel precedente EP. Hannah Rarity ne offre un’interpretazione intensa ma comunque cristallina come la sua voce, “Ma name’s Duncan Campbell fae the shire o’ Argyll, / I’ve traivelled this country for mony’s a mile, / I’ve traivelled through Ireland, Scotland an aa, / An the name I go under is Erin-go-Bragh“. La conclusiva Rose O’ Summerlee è una bellissima canzone scritta da Davy Steele e dedicata ai suoi genitori. Qui la Rarity dimostra appieno le sue doti vocali e la sua naturalezza nel canto, “O a’ the flooers that grow around, / However colourful they be, / They’re pit tae shame when ma Maggie blooms, / She’s the rose o’ Summerlee“.

Neath The Gloaming Star è un album che rinnova tutta la bellezza della tradizione scozzese, e non solo, attraverso la meravigliosa voce di Hannah Rarity e della musica che crea intorno a lei sempre la giusta atmosfera. Oggi, per mille motivi, si sta perdendo la capacità di apprezzare questo genere di canto, a favore di qualcosa di più immediato e orecchiabile. Ma a mio parere è un degli aspetti più belli della musica quello di riuscire ad apprezzare ciò che ha appassionato e affascinato le generazioni prima di noi. Finché ci saranno giovani come Hannah Rarity, c’è la speranza di veder rinnovata questa magia. Neath The Gloaming Star è un album che consiglio perché riesce a coniugare tradizione e folk contemporaneo, rappresentando al meglio questa nuova generazione di cantautori.

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