Non mi giudicate – 2017

L’ultimo giorno è arrivato e come sono solito fare da tre anni, pubblico una lista dei migliori album di questo 2017 appena finito. Se devo essere sincero, questa volta ho fatto davvero fatica a scegliere. Non perché è stato un anno povero di buona musica, al contrario, ho dovuto “sacrificare” qualcuno che ha comunque trovato spazio per una menzione d’onore dopo gli album e gli artisti premiati. Per chi volesse avere una panoramica più completa di tutti i nuovi album che ho ascoltato quest’anno può trovarli tutti qui: 2017. In realtà, ci sono altri album che non hanno avuto spazio su questo blog, forse lo troveranno in futuro o forse no.

  • Most Valuable Player: Amy Macdonald
    Lasciatemi cominciare con il ritorno di Amy Macdonald e il suo nuovo Under Stars a cinque anni di distanza dall’ultimo album. Un ritorno che attendevo da tempo e non poteva mancare in questa rassegna di fine anno. Bentornata.
    Amy Macdonald – Down By The Water
  • Most Valuable Album: Semper Femina
    Laura Marling è sempre Laura Marling. Il suo Semper Femina è la dimostrazione che la Marling non può sbagliare, è più forte di lei. Ogni due anni lei ritorna e ci fa sentire di cosa è capace. Inimitabile.
    Laura Marling – Nouel
  • Best Pop Album: Lust For Life
    Non passano molti album pop da queste parti ma ogni volta che c’è Lana Del Rey non posso tirarmi indietro. Lust For Life è uno dei migliori della Del Rey che è riuscita a non cadere nella tentazione di essere una qualunque pop star. Stregata.
    Lana Del Rey – White Mustang
  • Best Folk Album: The Fairest Flower of Womankind
    La bravura di Lindsay Straw e la sua ricerca per questa sorta di concept album sono eccezionali. Un album folk nel vero senso del termine che mi ha fatto avvicinare come non mai alla canzone tradizionale d’oltre Manica. Appassionante.
    Lindsay Straw – Maid on the Shore
  • Best Country Album: All American Made
    Il secondo album di Margo Price la riconferma come una delle migliori cantautrici country in circolazione con uno stile inconfondibile. Non mancano le tematiche impegnate oltre alle storie di vita americana. Imperdibile.
    Margo Price – A Little Pain
  • Best Singer/Songwriter Album: The Weather Station
    Determinato e convincete il ritorno di Tamara Lindeman, sempre più a sua agio lontano delle sonorità folk. Il suo album omonimo è un flusso di coscienza ininterrotto nel quale viene a galla tutta la sua personalità. Profondo.
    The Weather Station – Kept It All to Myself
  • Rookie of the Year: Colter Wall
    Scelta difficilissima quest’anno. Voglio puntare sulla voce incredibile del giovane Colter Wall. Le sue ballate country tristi e nostalgiche sono da brividi. Serve solo un’ulteriore conferma e poi è fatta. Irreale.
    Colter Wall – Me and Big Dave
  • Sixth Man of the Year: Jeffrey Martin
    Forse la sorpresa più piacevole di quest’anno. Questo cantautore americano sforna un album eccellente. In One Go Around ogni canzone è un piccolo gioiello, una poesia che non risparmia temi importanti. Intenso.
    Jeffrey Martin – Poor Man
  • Defensive Player of the Year:  London Grammar
    Il trio inglese ritorna in scena con una album che riconferma tutto il loro talento. Con Truth Is A Beautiful Thing non rischiano ma vanno a rafforzare la loro influenza electropop lontano dalle classifiche. Notturni.
    London Grammar – Non Believer
  • Most Improved Player: Lucy Rose
    Con il suo nuovo Something’s Changing la cantautrice inglese Lucy Rose, si rialza dalle paludi in un insidioso pop che rischiava di andargli stretto. Un ritorno dove il cuore e le emozioni prendono il sopravvento. Sensibile.
    Lucy Rose – End Up Here
  • Throwback Album of the Year: New City Blues
    L’esordio di Aubrie Sellers è un album che ascolto sempre volentieri. Il country blues di questa figlia d’arte è orecchiabile e piacevole da ascoltare. Un’artista da tenere d’occhio il prossimo anno. Affascinante.
    Aubrie Sellers – Sit Here And Cry
  • Earworm of the Year: Church And State
    Non è stato l’anno dei ritornelli, almeno per me, ma non in questo post poteva mancare Evolutionary War, esordio di Ruby Force. La sua Church And State è una delle sue canzoni che preferisco e che mi capita spesso di canticchiare. Sorprendente.
    Ruby Force – Church and State
  • Best Extended Play: South Texas Suite
    Non potevo nemmeno escludere Whitney Rose. Il suo EP South Texas Suite ha anticipato il suo nuovo album Rule 62. Il fronte canadese del country avanza sempre di più e alla guida c’è anche lei. Brillante.
    Whitney Rose – Bluebonnets For My Baby
  • Most Valuable Book: Storia di re Artù e dei suoi cavalieri
    L’opera che raccoglie le avventure di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda mi ha fatto conoscere meglio i suoi personaggi. Scritto dal misterioso Thomas Malory e pubblicato nel 1485, questo libro è stato appassionante anche se non sempre di facile lettura.

Questi album hanno passato una “lunga” selezione ma non potevano mancare altre uscite, che ho escluso solo perché i posti erano limitati. Partendo dagli esordi folk di Emily Mae Winters (Siren Serenade), Rosie Hood (The Beautiful & The Actual) e dei Patch & The Giant (All That We Had, We Stole). Mi sento di consigliare a chi ha un’anima più country, due cantautrici come Jade Jackson (Gilded) e Jaime Wyatt (Felony Blues). Per chi preferisce un cantautorato più moderno e alternativo c’è Aldous Harding (Party). Chi invece preferisce qualcosa di più spensierato ci sono i Murder Murder (Wicked Lines & Veins). Questo 2017 è stato un album ricco di soddisfazioni e nuove scoperte. Spero che il prossimo si ancora così, se non migliore.

Buon 2018 a chi piace ascoltare musica e a chi no…

best-of-2017

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Vivere uccide

Questo album è uscito circa un anno fa ma solo in queste settimane ho scelto di ascoltarlo per intero, dopo qualche assaggio qua e là. New City Blues segna l’esordio della cantautrice americana e figlia d’arte Aubrie Sellers. Basta qualche ascolto di alcune sue canzoni per rimanere attratti dal suo mix country rock e blues carico di energia e sentimento. Fin da subito si intuisce che le premesse per un album da ascoltare a rotazione ci sono tutte. Cercavo un album che vibrasse di chitarre rock e Aubrie Sellers è arrivata nel momento giusto, con il suo stile un po’ dark e misterioso.

Aubrie Sellers
Aubrie Sellers

Si parte bene con la trascinante Light Of Day. La voce della Sellers è affascinate e dà alla canzone quel qualcosa in più, muovendosi tra il ritmo della batteria e le chitarre. Un inizio rock che ci attrae verso il resto dell’album, “Running out of time / Running out of gas / Lucky as a mirror with a broken glass / Now I know what they mean when they say / Sure gets dark before the light of day“. L’irresistibile blues rock di Sit Here And Cry è un singolo perfetto. Orecchiabile e accattivante, una canzone bella energica ha tutto il sapore del buon rock a stelle e strisce. Aubrie Seller dimostra di saperci fare, “Better tell the boss I can’t come in / At least not until you love me again / Mommy’s gonna get a little bit tired / But it’s okay, it’s alright / It don’t take a whole lot of cash / To sit here and cry til you come back“. La successiva Paper Doll è un vibrante rock, che anche se non brilla di originalità e comunque ben confezionato. La Sellers ci mette tanta buona energia e il resto della band la segue in un’esplosione di chitarre, “All you are is a paper doll / Cardboard cutout / Just like all the rest of them / That don’t know how to stand out / From that one-trick crowd / Oh you’re just a paper doll, doll / Dressing up / Go put on your cheap makeup“. L’altra faccia della Sellers, più country e malinconica inizia a venire fuori con Losing Ground. La sua voce è dolce e ferma, la musica è perfetta, ogni cosa è al suo posto. Da ascoltare, “Guess you could say I’m getting used to it / One day I’m fine the next I’m in a ditch / But I’m not crazy / I’m just losing ground“. Magazines è una brillante e ironica canzone sulle notizie sensazionali delle riviste. Un bel ritmo e la consueta orecchiabilità, rendono questo brano uno dei più piacevoli da ascoltare di questo esordio, “How to lose twenty-five pounds today / How to make a million the easy way / Forty-five is the new eighteen / Read all about it in a magazine“. Segue il pop rock incalzante di Dreaming in The Day che si illumina con la voce della Sellers. Una canzone spensierata e sognante come da titolo che anche questa volta fa centro, “Last night, no it didn’t stop with the sunshine / Find myself sitting at a green light / My mind and that song play / Got me dreaming in the day / Dreaming in the day“. Liar Liar è una delle canzoni che preferisco di questo album. Oscura e affascinante con un traccia di rabbia. La voce della Sellers è conturbante e dà alla canzone una sfumatura particolare, “Liar, liar / Womanizer / Bargain bin / Romanticizer / Spin your web just like a spider does / Pants on fire / Flames get higher / Liar, liar“. Il lato più dolce e romantico viene fuori con Humming Song, che conferma il talento di questa cantautrice, capace di plasmare il suo stile in differenti canzoni, “You’d like to send her a letter but you know better / So you just flow without / I pick up up and read em when you’re not home / Singing“. Si ritorna al blues rock con Just To Be With You. Di nuovo le chitarre reclamano il loro spazio e Aubrie le insegue. Canzoni come questa sono l’anima dell’album e sono sempre interpretate con una carica giusta e coinvolgente, “I was walking by brand new dealer lots / So i hopped in a car and I wired it hot / I’m running 90 and if I get caught guess / I’ll tell the judge that I did it all just to be with you / Just to be with you just to be with you“. Aubrie Seller tira il freno a mano con la ballata rock People Talking. Una bella melodia ed un altrettanto bel ritornello si uniscono a creare una canzone davvero piacevole da ascoltare, “People talking never make a sound / My ears only burn when they’re not around / Go on believing what am I to do / It’s only people talking it’s not true“. La successiva Something Special è la più romantica dell’album. La voce della Sellers si fa dolce ed elegante come mai prima. Un testo che evoca immagini semplici ma che trasmettono serenità e amore. Ben fatto, “We could go down to the lake / Throw off our shoes / Jump into the water like there’s nothing to lose / Sky don’t get no bluer, love don’t get no truer than this / Then you could wrap me in a blanket / And steal a kiss“. Loveless Rolling Stone torna alle chitarre rock che caratterizzano questo album. Aubrie Sellers ancora una volta, insieme alla sua band, fa un ottimo lavoro confezionando un brano davvero molto buono, “I still taste the sweetness of your kiss / Like honeysuckle on a springtime vine / It’s true that you still have me / The road reminds me all the time / That once / I even called you mine“. Si prosegue con Like The Rain che ricalca le melodie più morbide del country americano. Sonorità malinconiche e una voce delicata, ci cullano tra le loro braccia sicure. Niente di più, niente di meno, “He’s like the rain / A beautiful storm that washes me away / And I could move on / But I just sit and wait for better weather / When everybody says he’ll never change / ‘Cause he’s like the rain“. Si chiude con Living Is Killing Me, country rock tirato e travolgente. Aubrie Sellers finisce così come aveva aperto questo album e confermando, una volta di più, di avere un’anima rock, “Walking home the street is broken / Clouds of smoke leaving me choking / Oh saint people please save a place for me / Cause living is killing me / Living is killing me“. Si aggiungono come bonus tracks la dolce e malinconica In My Room dei Beach Boys e un’altra bella cover, The Way I Feel Inside degli The Zombies.

New City Blues è a tutti gli effetti un buon esordio, che mescola sonorità rock, country e blues riuscendo ad alternare momenti di energia e di rabbia, ad altri più dolci e riflessivi. Aubrie Sellers prova a dare uno stile tutto suo alle canzoni e a volte di riesce soprattutto grazie alla sua voce, altre volte meno ma in esordio tutto è perdonato. New City Blues è un album da ascoltare magari in viaggio, in grado di ricaricare quelle batterie che ognuno ha dentro. Aubrie Sellers è sicuramente un’artista da seguire in futuro che ha nelle sfumature blues della sua voce il suo segreto e la sua forza.

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