Spalle al muro

Dopo l’ottimo album From The Stillhouse (Fuori legge), che ho consumato a forza di ascoltarlo, la band canadese Murder Murder è tornata quest’anno con il suo seguito intitolato Wicked Lines & Veins. Questi sei ragazzi dell’Ontario sono pronti a raccontarci storie dove nessuno ha scampo e farci calare in un mondo elettrizzante. Nonostante avessi piena fiducia in questa band, ritenevo difficile bissare le atmosfere così lucide ed evocative di From The Stillhouse senza ripetersi. Invece i Murder Murder hanno saputo fare anche di meglio. Ora non resta che ascoltare il nuovo album e ancora una volta sperare di uscirne vivi.

Murder Murder
Murder Murder

Si comincia con Sharecropper’s Son, storia di un giovane che perde il suo lavoro come mezzadro. Un rabbioso bluegrass dove nel finale, per disperazione, il ragazzo sembra far fare una brutta fine al suo padrone, “A quarter pasture on a rich man’s farm / Turn the rich man’s soil / Six feet deep and six feet long / Turn the rich man’s soil / I turned a rich man’s soil“. La successiva Pale Rider Blues è una cavalcata veloce e senza sosta. Un ritmo sincopato fa da sfondo ad un scarica di parole, veloci come proiettili. I Murder Murder dimostrano di essere in splendida forma, “Mean mister called the marshal and he come for blood / That dirty old marshal, he come for blood / So they dam up creeks, and dry up the floods / ‘Til the hacks and the buggies wade in the mud“. Non possono mancare ballate come The Last Daughter. Una torbida storia di famiglia, che si srotola veloce fino al triste epilogo. I Muder Murder danno alla canzone la giusta tensione, senza fronzoli, “Old Mr. Baer and his mean old mare / And five of his pretty little daughters / Went down to the river while the sun burned high / To fill five barrels full of water“. Un’altra ballata, questa volta disperata e graffiante, è Reesor County Fugitive.  Cinque minuti intensi e un’interpretazione eccezionale dove il racconto prende il sopravvento sulla musica. Da ascoltare, “And if today the good lord’s burning hand / Should take me to the promised land / At least I know I’m going home / Either way I’m going home tonight“. La title track Wiked Lines & Veins è un accattivante blues, un viaggio in un mondo inospitale e spietato. Una delle canzoni più oscure e affascinanti di questo album, “Wicked lines and veins / Mark the north side of the plains / They’ve got nothing left to claim / Not even God, his eternal right“. Un amore al limite raccontato in Goodnight, Irene. Un vero e proprio outlaw country che viaggia sulle ali del banjo e del violino. Nel finale un omaggio al classico omonimo di Lead Belly, “Irene was hard, she packed a knife, / and she swore like a trucker / She ran the scams on all the boys in from the bay / She wore her hair in Monroe curls and boys she was a beauty / I could not look away“. Il singolo I’ve Always Been a Gambler racchiude dentro di sé tutte le caratteristiche di questa band. Un bel country accattivante, carico di immagini. Uno dei pezzi forti dell’album, “I’ve always been a gambler, I always play to win / And I’ll be sure to cut your throat if I see you again / Won’t you lay your money down, / now won’t you make peace with your sins / Cause I can tell that you’ve been ‘round too long“. The Death Of Waylon Green è l’ultimo canto di un condannato a morte. Voce graffiante e melodie rock scorrono come sangue in questa murder ballad, inquieta e vendicativa, “If I could bring that Waylon Green / back to life again / I’d do so just to kill him twice / And then I’d lay my head“. A tutta velocità con Cold Bartender’s Wife. Una spirale di follia e gelosia, nella quale le parole colpiscono veloci come una scarica di pugni. Senza pietà, “She held him up on a cool clear night / And she robbed him of his life / You may pass through town but don’t mess around / With the cold bartender’s wife“. Una donna si fa giustizia da sola in Shaking Off The Dust. I Murder Murder fanno un’altra vittima, raccontando la sua storia con spietata lucidità, “Cars rolling by / Young couples in love / The winds come blowing and they’re kicking up the dust / He wore a tattoo that read “hard as stone” / One day she woke up and found some fire of her own“. Si chiude con una bella ballata country intitolata Abilene. Una triste storia nonché una delle più belle ballate mai scritte da questo gruppo, “Once I had a darling wife / Her name was Abilene / She had hair like ravens’ feathers / And eyes of olive green / If she ever looked at me with sadness / Her sadness I would end / And if she’d cried for nothing / I’d fire into the wind“.

I Murder Murder ti inseguono e ti mettono con le spalle al muro. Con Wicked Lines & Veins si fanno strada a colpi di bajo e violino, colpendo ripetutamente, senza sosta. Che siano veloci cavalcate o lente ballate, i Murder Murder sanno come tenere banco, incantando l’ascoltatore con le loro storie dal finale tutt’altro che lieto. Wicked Lines & Veins è un grande ritorno che prosegue nel solco scavato dal precedente From The Stillhouse ma che è in grado di trascinare, con maggiore convinzione, chi ascolta in uno scenario tormentato e inquieto. Se avete quaranta minuti da concedere ai Murder Murder fatelo. Non ve ne pentirete. E visti i tipi, non lo prenderei solo come un consiglio.

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Fuori legge

Definiscono la loro musica come bloodgrass, una musica dalla quale nessuno esce vivo. Interessante, mi sono detto, quando per la prima volta ho letto di questo gruppo. I Murder Murder sono sei ragazzi canadesi che si presentano con ballate che spaziano dal country al bluegrass, riuscendo subito ad accendere la curiosità con il loro gusto retrò e tradizionale ma fuori legge e un po’ cattive. In men che non si dica ci ritroviamo immersi nelle foreste dell’Ontario, tra risse da bar, storie sfortunate, di gelosia e tradimenti. Il tutto raccolto nel loro secondo album, pubblicato nel 2015 e intitolato From The Stillhouse.

Murder Murder
Murder Murder

Si parte con l’incalzante Sweet Revenge, una stroria di vendetta a bordo di un treno nero che viaggia senza sosta. Un brano che evoca immagini nitide dei paesaggi western di frontiera, “I dream I am flying out through the pines / Through to the Devil’s mouth / There’s some folks down there, they gotta pay for their sins / Eye for an eye, blood for blood / Sweet revenge“. Where The Water Runs Black è una straordinaria ballata guidata da un violino e accompaganta da un’immancabilie banjo. Una voce tagliente e carismatica ci racconta una stroria di tradimento. Una delle migliori canzoni dell’album che trova la sua perfezione nella sua tradizionalità e melodie famigliari, “And if you wanted I could take you / I walked that road ‘til the water runs black / I loved that woman but she left me lonely / She broke my heart, lord, she never turned back“. Si nasconde una storia di violenza sotto il titolo di Evil Wind. Facile lasciarsi ingannare dalle melodie gioiose ma è solo un’apparenza. I Murder Murder sono divertenti e spietati, “Well now I can’t remember / what was going through my head / My blood turned to fire / And my face turned red / And I flew into that room / Like a moth to a torch / An evil wind, an evil wind is gonna blow“. Duck Cove è una triste ballata che mette in luce tutto il talento di questa band, in grado di raccontare storie e mettendole in musica. Tutto suona tradizionale tuttavia allo stesso tempo c’è qualcosa di nuovo nel loro modo di porsi, “I never felt so low, / I looked through the port hole / And I saw the drop boat / headed for Duck Cove / The thought of my lover / out with another / Somebody else than the / one who has loved him“. Una storia di riscatto nella bella Movin On, una delle canzoni più positive dell’album. I Murder Murder spingono sempre sul pedale dell’acceleratore, sono un treno in corsa tra le foreste dell’Ontario, “I got friends in Brown and Hardy / And a brother down in Carling / I got family up north in Sudbury / Everybody knows / that I can’t set foot back in Mowat / There’s folks there’d like / to get their hands on me“. When The Lord Calls Your Name è una ballata lenta e strappalacrime. I Murder Murder propongono una canzone dal sapore vintage con una grinta e intensità di grande impatto, “So gather the angels, / and sing us a prayer / When his sights are upon you, / you can’t hide anywhere / Now accept and rejoice him, / not with pride, not with shame / And you’ll know my intentions, / when the lord calls your name“. The Last Gunfighter Ballad è la cover di un classico country scritto da Marty Robbins. La versione dei Murder Murder è più brillante e scanzonata dell’originale, “Stand in the street at the turn of a joke / Oh, the smell of the black powder smoke / And the stand in the street / at the turn of a joke“. Tanto breve quanto bella, Half Hitch Knot. Irresistibile ballata up tempo, dove le parole escono veloci, scappa anche qualche parolaccia. Cattivi ragazzi, “You’re a polite motherfucker / with your hands tied up / Like a barnyard pig just about to get stuck / The knife’s coming down if you like it or not / You won’t never get out of my half hitch knot“. La successiva Alberta Oil è una classica murder ballad, veloce e senza respiro. Ancora una volta i Murder Murder sono irresistibili in tutto e per tutto, “He was buried with his passport / in a black Alberta ditch / His life was cut far too short / by a cold Alberta bitch / We all knew what had happened / and it gave us all a fright / He was buried with his passport that night“. Bridge County ’41 è una bella ballata blues. Senza dubbio una delle canzone più intense di questo album, storia di un contrabbandiere, fuori legge come questo gruppo, “The law found me in the middle of the night / When I’s lyin’ on my back / in the pale moonlight / Couldn’t tell if I was dead or alive / Until they caught that little hint of blood / in my eye“. Chiude l’album un’altra ballata intitolata Jon & Mary. C’è poco altro che posso aggiungere arrivati alla fine di queste undici canzoni, se non avvisarvi che la tentazione di ricominciare dall’inizio è forte, “I parted with things / that I never though I’d sell. / It’s got to where I barely recognize myself. / The boy I was is gone, / it’s written on my face. / All the time that he spent dying, / her beauty never waned“.

Questo From The Stillhouse ci porta altrove, velocemente come un treno a vapore. I Murder Muder sembrano venire dal passato, ci riempiono le orecchie di buona musica, dal sapore d’altri tempi, sporca e impolverata. Hanno la faccia da duri come gli eroi dei film western ma un animo buono. Una particolarità di questo gruppo è che non hanno un vero proprio frontman ma si alternano al microfono dando ad ogni brano un’impronta personale e diversa. Qui sotto trovere una versione live di Bridge County ’41 ma non posso fare a meno di consigliarvi di ascoltare l’album completo, se volete essere anche voi per un attimo dei fuori legge, sporchi e impolverati.