Storia di un Anello

Anche io come tanti altri, ho terminato il mio viaggio nella Terra di Mezzo. Non nascondo che ero un po’ diffidente riguardo alla saga de Il Signore Degli Anelli anche dopo aver visto, e apprezzato, la trilogia cinematografica. In generale non sono attratto dal fantasy ma un’interessante prefazione di Stephen King alla recente riedizione dei libri della Torre Nera mi ha incuriosito riguardo al capolavoro di J.R.R. Tolkien. Non a caso ci sono un paio di riferimenti alla saga dell’Anello all’interno dei libri che ho letto finora sulla Torre Nera. Sicuramente i palantír , le pietre veggenti, non sono poi tanto diverse dalle sfere dell’Iride di Maerlyn. Spesso “Torre Nera” o “Torre Oscura” è usata da Tolkien per indicare Barad-dûr. Questi sono i due riferimenti che ho notato subito. Sicuramente c’è dell’altro. A parte i consigli di King, ho voluto leggere Il Signore Degli Anelli anche perchè penso sia un pezzo che non deve mancare nella propria libreria, dopotutto è un classico. Come ho già scritto sono partito per la Terra di Mezzo con un bagaglio di conoscenze un po’ scarso e quelle poche erano parecchio confuse. A posteriori posso dire che la trilogia al cinema è stata fatta davvero bene, tagliata in alcuni punti ma nei punti giusti e dall’impatto visivo molto vicino a quanto descritto nel libro. Non deve essere stato facile e Peter Jackson ci è riuscito molto bene anche se la velocità del cinema non permette di conoscere il mondo di Frodo così a fondo come succede nel libro. Ecco quindi che gli intrecci, i nomi, le terre e le razze della Terra di Mezzo non sono facili da comprendere mentre si guardano i tre film. Ho iniziato La Compagnia Dell’Anello temendo di trovarmi di fronte ad un qualche tipo di mattone fantasy che avrei fatto fatica a digerire. Invece Tolkien è stato capace, con una scrittura pulita ma allo stesso tempo artificiosa, a creare una sorta di favola. Sembra davvero un altro mondo, descritto con una cura per i particolari fuori dal comune. Il primo libro vi ammalia e vi porta nella vita tranquilla degli Hobbit e vi racconta il loro viaggio con la Compagnia. Il successivo Le Due Torri è più oscuro e complesso. Un Oscurità che si trascina e si infittisce nel conclusivo Il Ritorno Del Re, dove però si torna a vedere la luce. Ed è proprio questo il fulcro della saga. Luce contro Oscurità, Bianco contro Nero. L’eterna lotta tra Bene e Male, in poche parole. Sotto questo punto di vista, niente di nuovo, anzi. Pochi personaggi passano da una parte all’altra, e se lo fanno è solo perchè in fondo al loro cuore sono sempre stati dalla parte del Male. Ciò che rende particolare Il Signore Degli Anelli è lo scenario nel quale i personaggi si muovono. Non è una città, non è un regno è un mondo all’interno di un mondo ancora più grande. Un mondo che sembra venire fuori dalle pagine e convincerti che potrebbe esistere, anzi nella testa di Tolkien, secondo me, esisteva davvero. Un mondo con un passato e delle tradizioni che non nascono a pagina uno ma sembrano avere origine da molto prima. Come spesso si fa notare, la saga nonostante sia stata scritta e pubblicata tra gli anni ’40 e ’50 è priva della psicologia dei personaggi tipica dei romanzi moderni. Questo rende i personaggi ben definiti ma non esenti da debolezze e eccessi di zelo. Si è parlato tanto de Il Signore Degli Anelli e io non posso aggiungere nient’altro di quanto già scritto sopra. Posso solo ancora sottolineare la bellezza di questa storia, lineare ma non banale, carica di immagini straordinarie e magiche ma concrete e possibili, dove i personaggi sembrano apparatenere ad un mondo che forse è esitito o forse no. Un libro che racconta un viaggio ai limiti dell’immaginazione. Un libro che si dovrebbe leggere a scuola, perchè dei piccoli e felici Hobbit hanno sconfitto un Male più grande non solo di loro ma tutti gli abitanti, perfino quelli immortali, della Terra di Mezzo. A chi come me storce il naso di fronte alle storie fantasy di cavalieri, draghi, elfi e nani, consiglio di leggere Il Signore Degli Anelli o almeno di provarci. Non sono diventato un appassionato di fantasy e non credo lo sarò mai, ma questa opera ha qualcosa in più. Come sottolineava Tolkien, Il Signore Degli Anelli non è una storia ispirata a qualche evento reale o nasconde un significato, un messaggio, ma è solo una bella storia. Un epica fiaba per tutti. Una viaggio fantastico senza confini.

Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
   Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

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Niente da scrivere

Scrivo un post a settimana o almeno ci provo. Ci sono però delle volte che non so proprio cosa scrivere. Oggi è una di quelle volte. Mi dispiace saltare una settimana e non voglio farlo. Potrei scrivere di musica ma non ho ancora ascoltato i nuovi di Agnes Obel e Anna Calvi. Poi ci sarebbe anche l’album d’esordio di Lily & Madeleine (ben accolto dal mitico Anthony DeCurtis che cita anche i R.E.M. nella sua recensione!) e un nuovo EP di Rachel Sermanni (chissà se non esca qualcosa si nuovo il prossimo anno). Ed eccomi qui. Dopo Birdy sto aspettando tutta questa nuova musica. Ho ancora in serbo un album degli Holmes (al quale ho già dato un ascolto) e uno di Brandi Carlile (che sta preparando qualcosa di nuovo). Poi ogni tanto passo dalle parti di Bandcamp e scarico qualcosa di gratis che “tanto è gratis”. Quindi per ora non ho nulla da scrivere riguardo alla nuova musica ma lo farò appena ho tra le mani queste nuove uscite.

Anche in quanto a letture non ho nulla di nuovo. Ho continuato il viaggio verso la Torre Nera con La Sfera Del Buio. La traduzione del libro di Stephen King da Wizard And Glass è inspiegabile. Va bene la sfera ma il riferimento al buio non l’ho capito. Scrivero della Torre Nera più avanti nel viaggio. Detto questo, King è un grande ma chi sono io per dirlo! Mi è venuta quasi voglia di leggermi in mago di Oz perchè il Re nel finale fa troppi riferimenti ad Oz e non vorrei perdermi qualcosa nel prosieguo dell’avventura. Anche se La Sfera Del Buio è un enorme flashback che cade a fagiolo nel momento opportuno, la storia avanza ancora nella direzione della Torre e alcune cose si chiariscono e nuove domande sorgono. Lo step successivo è leggermi The Dome (il cui titolo si evitato di tradurre) che campeggia con tutta la sua mole sulla libreria. L’altro libro in attesa è Alle Montagne Della Follia del grande H.P. Lovecraft che ha una stazza decisamente inferiore. Ora sto leggendo Il Signore Degli Anelli. Ho preferito per comodità l’edizione divisa in tre romanzi e sto leggendo Le Due Torri. Per ora lo trovo davvero molto bello e ben scritto, ha un fascino particolare, un libro senza tempo. Inoltre, per quanto letto finora, la trilogia di film la trovo davvero ben fatta e molto fedele all’originale salvo qualche adattamento e taglio qua e là.

Ho scritto a sufficienza per oggi. Non male, direi, considerando il fatto che non sapessi cosa scrivere. Intanto là fuori comincia a fare sempre più freddo e buio. Questo mi piace. L’inverno mi piace. Mi piace ascolatre musica con il buio e il vento freddo. L’apprezzo meglio. “Should we talk about the weather? Should we talk about the government?” cantavano i R.E.M. e del tempo ho parlato. Qualcosa da dire sul governo? Meglio di no. Meglio di no.