Cinque dita

Ultimamente sto ascoltando diversi EP. In genere non sono particolarmente attratto da questi mezzi album ma mi rendo conto che sono un ottimo modo per conoscere un artista partendo da una manciata di sue canzoni. Attraverso Twitter ho conosciuto Tori Forsyth, cantautrice australiana che ha pubblicato lo scorso anno il suo EP d’esordio Black Bird. Un’occasione buona per ascoltare un po’ di musica country e aggiungerla alla, ormai lunga, lista di aristi da tenere d’occhio quest’anno. Magari uscirà il suo album d’esordio quest’anno, chissà.

Tori Forsyth
Tori Forsyth

Apre la bella title track Black Bird. Atmosfere country scure e misterioso escono dalla musica e dalla voce della Forsyth. Una voce un po’ graffiata la sua ma allo stesso tempo capace di essere profonda. Chi ben comincia è a metà dell’opera. La successiva New Wall è una ballata folk romantica dallo stampo classico ma sempre efficace. Tori Forsyth cattura l’attenzione su di sè, accompagnandosi con un chitarra e una seconda voce. July ha quel sapore americano al quale è difficile resistere. Un’altra canzone piacevole da ascoltare e, perchè no, canticchiare. Singolo dell’EP è Johnny and June, un bel pezzo country dedicato alla storia d’amore della coppia simbolo del country americano, Johnny Cash e June Carter. Chiude Cards, un altro brano un po’ oscuro sorretto dalla voce della sua intreprete. Una delle canzoni più mature di questo album nonchè una delle più affascinanti.

Tori Forsyth si presenta bene con questo Black Bird. Un’anima americana trapiantata dall’altra parte del mondo ma la musica non conosce confini. Cinque canzoni delle quali è difficile scegliere quali sia la migliore. Sono tutte canzoni belle per la loro semplicità e bontà. Mi piacerebbe ascoltare un suo album, prima o poi, per capire dove può arrivare. Nell’attesa ho pronti altri EP da ascoltare. Quest’anno si sta rivelando pieno di questi piccoli album che un po’ non sopporto perchè troppo corti e un po’ mi piacciono per lo stesso motivo.

Annunci

Lustro

Eccomi di nuovo qui a cinque anni di distanza dal primo post di questo blog. Meglio lasciar perdere i soliti luoghi comuni sul tempo che passa in fretta anche se un po’ è vero. Ogni anno mi ritengo fortunato per avere avuto tempo di scrivere ogni settimana un post che parli di musica, libri o quant’altro. Spero, come sempre, di riuscire nell’impresa anche in questo 2016 e l’inizio promette bene. Cos’è cambiato in cinque anni? Tante cose ma non troppe. La vera novità è che mi sono iscritto a Twitter. Non mi piacciono i social ma oggettivamente era diventato arduo tenermi informato su tutti gli artisti che ho conosciuto in questi anni. Così ho deciso di iscrivermi al social network dell’uccellino per non perdermi nulla. Eccomi dunque sotto il nome di @joerjoe89.

Per curiosità ho tweetato qualche settimana fa la recensione dell’album This Land direttamente a Kelly Oliver. Io pensavo, ingenuamente, che tutto sarebbe finito lì ed invece con mia grande sorpresa Kelly mi ha risposto chiedendomi gentilmente una traduzione! Nel frattempo ha anche postato sul suo profilo Facebook il link al mio blog. Ho fatto del mio meglio per farle avere la traduzione e questo spiega perchè ho pubblicato un articolo in inglese. Spero mi perdoni eventuali errori. Ho fatto la stessa cosa anche con la recensione dell’album di Kristoffer Bolander e anche lui ha condiviso il mio link. Sono contento che anche loro abbiano letto questo mio piccolo blog. Sono pronto a ripetere l’esperienza in futuro ma sono anche pronto a tenermi lontano il più possibile dal turbine dei social.

Questa è la vera novità di quest’anno per L’Antenato, nient’altro. Da cinque anni seguo anche altri blog e molti li ho visti nascere e morire in breve tempo. Se volete un consiglio per continuare a scrivere per un lustro, posso solo farlo attraverso la mia esperienza. Sconsiglio di pubblicare un post al giorno perchè non è facile farlo se non avete qualcosa di pronto tutti i giorni. Scrivete quando ne sentite il bisogno oppure datevi una scandeza (ogni settimana, ogni mese…). Non abbandonate alle prime difficoltà, anche questo blog è nato a rilento. Bisogna solo trovare il ritmo. Non preoccupatevi delle visite e dei like, io non scrivo per questo. Non dovete avere un vero motivo per aprire un blog. Fatelo e basta se ne sentite il bisogno, il motivo lo troverete con il tempo. Tenetevi sempre pronto un post che sia veloce e semplice da scrivere, vi permetterà di non saltare la scadenza che vi siete dati e allo stesso tempo prendervi una pausa. Per il resto basta un po’ di costanza e voglia.

Un altro cane a tre zampe

Può succedere a tutti. Nel 1997 i R.E.M. rimasero in tre con l’addio di Bill Berry. Michael Stipe disse che un cane a tre zampe rimane pur sempre un cane (qualcuno ha malignamente aggiunto che quel cane non ha più abbaiato). Deve aver pensato la stessa cosa anche Tom Smith dopo l’addio del chitarrista Chris Urbanowicz che ha lasciato gli Editors il mese scorso. I tempi sono cambiati rispetto al 1997 e Smith cita il cane a tre zampe di Stipe su Twitter. L’addio di Chis, che molto probabilmente non verrà rimpiazzato ufficialmente come successe con Berry e i R.E.M., peserà non poco sulle sonorità della band. Pare anche che l’addio di Chris non sia stato un fulmine a ciel sereno e che i fulmini si siano visiti al momento dei saluti. Intanto le registrazioni per il nuovo album, previsto per questo autunno, stanno per essere ultimate. Chissà che cosa è successo alle nuove canzoni preparate con Chris e chi arriverà a sostituirlo dal vivo. Peter Buck al momento è libero.

I nuovi Editors
I nuovi Editors

Senza uscire dal Regno Unito dove dalla Scozia comincia a circolare in anteprima il nuovo video di Amy MacDonald (qui per vederlo Slow It Down).

A Life In A Beautiful Light
A Life In A Beautiful Light

Niente di eccezionale, belle ambientazioni e belle luci. Il concept del video non è chiarissimo, forse è una metafora della vita ma comunque è ben construito sulla canzone.  Intanto iniziano a circolare le versioni unplugged di Slow It Down, come questa Slow It Down (Unplugged) o quella riportata qui sotto da Youtube. In Italia Amy non viene praticamente considerata a differenza di quanto succede in patria, in Germania e in Svizzera. Si tratta della riprova che siamo succubi del mercato discografico internazionale americano? Credo proprio di sì… Spero che questo singolo la rilanci anche da noi perchè merita più di tanti “talenti” che passano le radio e la televisione.

Per conlcudere i Wintersleep ci danno un altro assaggio dei Hello Hum. Questa volta è un video che documenta la genesi (poco seria) di Rapture. Questo album promette bene, molto bene. “When you’ve got it, you’ve got it “

Ma non solo. Un’altra canzone viaggia in rete, Nothing is Anything (Without You). Immensi Wintersleep!

Registrati e registranti

Il nuovo album dei Wintersleep sta per arrivare. Non c’è ancora una data sicura ma dovrebbe uscire in primavera. L’unica cosa certa sembra essere il titolo. Se infatti tempo fa si vociferava che sarebbe stato True Colors, ora sembra che sia Hello Hum. Il termine “hum” significa mugugnare, canticchiare a bocca chiusa e cose del genere ma potrebbe anche trattarsi di altro. In un primo momento avevo pensato ad una abbreviazione di “human”.

Per ora stanno facendo qualche concerto oltre oceano, cantando già le nuove canzoni. Ma su youtube ancora non si trova nulla.

Gli Editors invece stanno registrando il loro quarto album e Tom Smith tiene una sorta di diario sulla sua pagina di Twitter: THMSSMTH. Per ora ha twittato solo immagini che contengono (forse) qualche indizio sulle nuove canzoni.

Stay tuned…