Nonciclopedia nonsense

Nonciclopedia è stato chiuso per diffamazione? Da Vasco Rossi? A quanto pare Vasco ha scoperto Internet solo di recente e di conseguenza avrà scoperto Nonciclopedia da qualche giorno. Io fui informato della sua esistenza diversi anni fa, vedendo i miei compagni di classe visitare spesso il sito e farsi due grasse risate. A me non ha mai fatto ridere. Noncilopedia raccoglie solo una serie di battute gratuite e ingiustificate contro tutto e tutti. Non è satira e non è umorismo, si tratta solo di banalità spesso volgari. Essere volgari fa sempre ridere anche se non fa ridere. Fare battute volgari è semplice ed essendo semplice non ci vuole molto a farsi capire. La satira è ben altro. Un buon esempio lo da il “serissimo” blog spinoza.it. Per fare satira bisogna essere geniali come Guzzanti o Crozza e non ridicoli.Internet non perde nulla con l’assenza di Nonciclopedia, a mio parere è un sito perfettamente inutile. Sinceramente mette un po’ di tristezza leggere delle battutacce e sapere che c’è gente che ha perso tempo a scriverle.

Sia chiaro, non ritengo sia corretto aver accusato Nonciclopedia di diffamazione, perchè in fondo Internet è libera e deve rimanere libera. Non ritengo nemmeno che quelle frasi sconnesse senza obiettivo possano ritenersi diffamazioni. Come si dice, Nonciclopedia lascia il tempo che trova. Di conseguenza la sua chiusura, anche se temporanea mi lascia indifferente. Ammiro il tentativo di realizzare qualcosa di originale, seppur ispirandosi alla versione inglese, ma far ridere è tutt’altro ed è pure difficile. Spesso una voce della Nonciclopedia era così piena di cose prive di senso che non di rado passava la voglia di leggerle tutte, nel tentativo di trovare qualcosa di buono. Per curiosità, tempo fa, visitai la pagina dedicata ai R.E.M. e francamente non trovai nessuna battuta particolarmente sagace e geniale. Soltanto battute che definire offensive è offensivo per le battute stesse. Fu l’utima volta che visitai Nonciclopedia ad eccezione di questi giorni.

Puramente per una questione di principio spero che Nonciclopedia riapra, almeno per non darla vinta a chi vuole la censura in Internet, ma personalmente non ritengo grave la sua perdita.

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L’anti-facebook

Chi non è iscritto a Facebook? Spero siano ancora tanti altrimenti sono l’unico a non aver dato ancora a Mr. Zuckerberg la soddisfazione di vedermi iscritto alla sua creatura. Ho un odio quasi immotivato verso Facebook. Dico “quasi” perchè la mia decisione a non autoschedarmi in internet è stata inizialmente del tutto immotivata, poi ho capito di aver fatto la scelta giusta. Solo l’idea che qualche compagno di scuola dimenticato tra i banchi saltasse fuori diventando, non più un ricordo, ma pura attualità è stato sufficiente per farmi decidere per una totale astensione da Facebook. Anche il fatto che tutti ne parlano, un po’ lo fa diventare antipatico. Un po’ come un cantante che diventa di moda solo perchè fa musica di moda. Io personalmente non lo sopporterei. Ecco Facebook è questo, una moda, che già dà qualche segno di cedimento. Qualcuno si è svegliato e si è finalmente accorto che ci perdeva fin troppo tempo ed è uscito. Ma inevitabilmente il suo riflesso digitale galleggerà per sempre in rete come un ammasso di rifiuti nell’oceano, finchè qualcuno non ci pescherà qualcosa di utile. Troppo pessimista? Forse. Nel dubbio ne rimango fuori.

Ormai pure i nonni e i bambini hanno un profilo su Facebook, con più amici di quelli che potrei avere io. Se la bolla Facebook non scoppia prima, mi piacerebbe tra 20-30 anni, scoprire che il 90% dell’umanità, anche di più contando i defunti, ha un profilo. E io no. Ripeto, spero non solo io. Ma anche se fossi solo io ne andrei fiero. Sarebbe bello poter fondare un’associazione anti-facebook, anzi probabilemte esiste già, basterebbe informarsi bene. Lo farò.

Nel frattempo si osserva la lenta agonia di MySpace e compagnia bella che ha avuto la sfortuna di venire prima dell’assopigliatutto Facebook. Un po’ mi fa pena MySpace, non l’ho mai odiato davvero ma la classe di appartenenza è sempre quella dei social network. E pensare che internet era nata con il nobile scopo di difendere le informazioni e la conoscienza persino da un attacco atomico. Internet è ancora questo, almeno in parte, e il resto comprende i social network che diffondo informazioni e conoscenze inutili che hanno lo scopo di intasare la rete già sull’orlo del collasso.

Spero che Facebook si riveli per quello che è, una moda passeggera, un fenomeno pubblicitario e che sia abbandonato lentamente e che vada a fare compagnia a MySpace. Se non dovesse essere così, aspetterò che il 90% dell’umanità sia iscritta per farmi una risata.