Mezza dozzina

Sei anni. Sono di nuovo qui, su questo blog, dopo sei anni esatti dal primo post. Lo scorso anno è stato un anno nel quale ho ascoltato davvero tanta musica, lasciandomi trasportare dalle sensazioni del momento, senza badare troppo al genere o dalla popolarità dell’artista. È stato anche un anno su Twitter che mi ha permesso di non perdere nessuna nuova uscita e fare nuove conoscenze. Il 2016 però è stato anche l’anno nel quale ho fatto più fatica a tenere aggiornato questo blog. Credo di non aver saltato neanche un weekend, anzi ho pubblicato spesso anche a metà settimana, ma è stato più impegnativo che in passato. Un po’ a causa di qualche impegno di lavoro e a volte anche per una semplice questione di voglia. Ho pensato, ma perchè non ascolto musica semplicemente senza doverne scrivere? Non conosco la risposta ma mi piace farlo e, anche se ci sono momenti nei quali vorrei mollare tutto, ho intenzione di continuare. Ma vediamo un po’ quali sono le curiosità statistiche di questi sei anni.

Il post più visto è La Tartaruga non ci può aiutare, uno dei primi post nel quale scrivevo di It il capolavoro di Stephen King. Buffo come un blog che tratta soprattutto di musica abbia come post più visto uno su un libro! Al secondo posto c’è una recensione recente, Fuori legge, dell’album From The Stillhouse dei Murder Murder. È il post di musica più visto, con grande distacco dal primo in classifica. Il terzo posto spetta a Mal di cuore altra recensione dell’EP Singing & Silence di Rorie, anche questa pubblicata lo scorso anno.
Tra i temini di ricerca più usati per arrivare a questo blog, il più ricercato è “lana del rey“. Seguono “amy macdonald” e “wintersleep hello hum“. Ma la Tartaruga di Stephen King in tutte le sue varianti è la più ricercata.

Ma ci sono alcune ricerche piuttosto divertenti. Qualche esempio? “dove posso scaricare l’ultimo album di amy macdonald 2012” è la classica domada diretta a Mr Google. Non è chiaro avesse intenzioni piratesche o meno. C’è chi è più chiaro in merito: “dove si compra life in a beautiful light“. La curiosa “voglio ascoltare tutte le canzoni che a cantato peter buck“, che oltre a contenere un errore grammaticale, è anche piuttosto vaga. Caro amico, insieme ai R.E.M., Peter Buck non cantava ma da solista ne ha fatto un po’. Quante di preciso non ne ho idea. Ma qualcuno ha ancora dei dubbi, “peter buck canta“. Poi c’è chi cerca canzoni di seconda mano: “aurora aksnes canzone usata“. Quest’altra è un po’ vaga ma efficace, “cantante rossa inglese“. Sarà Florence Welch? Poi c’è l’interessante: “parole che escono da sole“. Non me ne viene in mente nessuna. Tutte in coppia. Una disperata: “believe la cantaurtice di believe“. Mi dispiace ma non la so. Anche io ho fatto una richerca del genere una volta: “quale era la canzone che faceva mmmm mmh mmh“. Questa la so, è Mmm Mmm Mmm Mmm dei Crush Test Dummies. Un po’ confusa la ricerca di: “coeur de pirate la canzone francese con i tatuaggi“. Una canzone con i tatuaggi? Non so come ma anche una ricerca come questa: “come s’intitola la canzone di oggi del stacchetto delle veline” ha portato al mio blog. Non avrà trovato quello che cercava. Il dubbioso: “battute nonsense fanno ridere?“. Dipende, tu ridi? In cerca di conferme chi ha cercato, “l’indie rock sta diventando mainstream“. Problemi con l’inglese: “vorrei ascoltare a month of sathurdei dei r e m” oppure “canzone rem con parole streig wuo oh“, “ho sentito una cazone ritornello fa est see you est see mi” ma peggio chi li ha con l’italiano, “cuando cina avuto 500 milioni di abitanti“. Quest’ultima è una ricerca sensata per il mio blog. Davvero. A voi scoprire il post in cui ne parlo. Una radio con solo Florence + The Machine? Possibile, “in che radio posso ascoltare florence?” ma non a tutti piacerebbe, infatti: “florence welch non mi piace“. Ho letto un paio di libri sui R.E.M. e so quasi tutto su di loro ma questa mi mancava: “rem my losing religion la cantano dei preti“. Addirittura si entra nel mistero, “antichi sacerdoti di culto che cantavano rem my religion“. Qualcuno accusa di plagio Amy Macdonald ma non è sicuro di chi sia la canzone originale, “chi  ha cantato  e suonato per primo ‘life in a beautiful light’ ?“. Ma anche Lovecraft non la racconta giusta: “lovecraft non si è inventato niente“. Qualcun’altro ha le idee ben chiare su cosa cercare: “agnes obel sexy“. Giuro che non so nulla di quello che succede lì dentro: “la camera da letto di miley cyrus“, si insiste: “immagini o famo strano“. Spero sempre che ognuno trovi ciò che cerca, perchè questa è difficile: “per radio circola una canzone tipo scozzese“. Questa poi è ancora più difficile, “ultimamente sento una canzone dei rem“. Fantasie su Lana Del Rey: “lana del rey dorata“, fammi sapere quando trovi qualcosa, anche se ormai lo sanno tutti che “lana del rey rifatta“. Ma soprattutto: “a quanto pagano la lana quest’anno“? Qualcuno chiede una “descrizione oggettiva di dracula“, una fotografia sarebbe l’ideale. Anzi no, i vampiri non vengono nelle foto. Probabilmente la stessa persona ci ha riprovato per un’altra strada: “descrizione oggettiva di un morto“! Questa non l’ho capita: “осенняя фотосессия в парке идеи“. Non è facile ma c’è chi ci riesce: “mi distinguo dalla massa“. “qualcuno conosce la tv marchio obell?“, no mi dispiace. C’è ne anche per Anna Calvi: “anna calvi cosa vuol fare capire con la canzone eliza“, saranno anche affari suoi. Strani personaggi si affacciano in questo blog: “come far venire dal passato. una antenata“. Personaggi anche piuttosto confusi, ““in francese” titolo canzone donna “anno fa” paradise” ma sempre determinati: “canta una canzone in inglese stando seduta“. I London Grammar non piacciono a tutti, c’è chi sa fare di meglio: “la versione bella della canzone hey now dei london grammar“.

Spero abbiate trovato divertente questo “approfondimento” sui termini di ricerca che hanno condotto qui i visitatori in questi sei anni. Per quest’anno prevedo un’interessamento maggiore da parte mia alla musica folk anglosassone e al country americano. Non mancherò le nuove uscite di vecchie conoscenze ma soprattutto non mi darò limiti per quanto rigurda generi e stili. Un altro anno di blog ha inizio e spero, come sempre, di riuscire a tenerlo aggiornato regolarmente. Ne approfitto per condividere il nuovo singolo della band inglese To Kill A King intitolato The Problem Of Evil

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Tutto d’un fiato

Questo autunno è stato ricco di uscite discografiche, tra le quali spiccava il secondo lavoro della cantautrice inglese Anna Calvi. Nel Febbraio di quest’anno, fa tra le pagine di questo blog, avevo descritto la buona impressione che la Calvi mi aveva dato con le sue canzoni anche se c’è voluto del tempo perchè ciò succedesse. L’album d’esordio è stato uno dei migliori di quell’anno, il 2011 ed è stato accolto bene anche dalla critica. Ecco perchè questo One Breath era molto atteso e non nascondo che anche io ero molto curioso di ascoltarlo. Detto, fatto. Anna Calvi è tornata ed è sempre lei con qualche sorpresa e asso nella manica in più. Se il primo album ci ha sorpreso per la passione e il calore questo One Breath risulta essere più duro e spigoloso ma comunque carico e intenso come non mai.

Anna Calvi
Anna Calvi

Suddenly è la prova che qualcosa è cambiato ma sempre con qualche rimando al passato (Blackout). Questa è una canzone per ingraziarsi i novizi che inevitabilmente si ritroveranno a canticchiare anche chi, come me, ha già apprezzato la Calvi in passato, “We stand on the edge, it tastes like I’m leaving / Suddenly I’ll leave it all behind“. Eliza è il singolo prescelto soprattutto per il suo ritornello e l’assolo di chitarra che segna il suo ritorno in grande stile, “As if like a kiss we’re the same / So hold me up, hold me up / If only I could be you / Eliza“. La vera svolta arriva con Piece By Piece, una canzone che sembra partorita dalla mente di Thome Yorke prima maniera con in più l’inevitabile dolcezza femminile. Parte decisa e ruvida per poi ammoribidisi man mano. Se non via ha convinti, il ritorno a sonorità più famigliari di Cry ci riuscirà. A parte qualche “schitarrata” messa lì ad effetto, la canzone fila via piacevolmente, “Cry, cry, cry“. Bellissima ed eterea la successiva Sing To Me che ci porta in atmosfere distese e oscure perfette per fare da sfondo ad un film, “Sing to me, beautiful one“. Immediata, carica e epica è Tristan, una delle canzoni meglio riuscite dell’album,”God help you, Tristan“. La traccia che da il nome all’intero lavoro è One Breath. Delicata, fumosa e sfuggente con una Calvi che sussurra da chissà dove per condurci infine in un mondo principesco che sembra uscire da un film in bianco e nero. Se già vi vedevate in qualche reame incantato, Anna vi riporta sulla terra con l’energia del rock. In Love Of My Life sentirete una Anna Calvi distorta, sporca, elegantemente punk. Ammiro lo sfogo e il tentativo ma quello che ne esce non è particolarmente originale se non fosse per degli inserti più rilassati e melodici. Carry Me Over la riporta sui binari giusti e ci regala un’altra bella canzone, forse la migliore dell’album. Bleed Into Me si sviluppa lenta sulla voce e la chitarra della Calvi cresendo nel finale. Ancora più chiusa e buia la successiva The Bridge che chiude definitivamente con la ormai nota eleganza.

Anna Calvi è tornata in tutto il suo splendore e maestosità. Se eravate rimasti affascinati dalla sua chitarra questo album vi potrebbe riservare qualche delusione. Questa volta sono più evidenti la voce, accentuata da vari “ah-aah” e simili, e le percussioni che danno più corpo all’etereo mondo della Calvi. In generale le sonorità del primo album sono ancora presenti anche se in parte trasformate e arricchite da alcune trovate fuori dal coro, discutibili o meno che siano. Anna Calvi ha fatto ancora centro cambiando la maschera ma non il contenuto. Un passo in avanti ben bilanciato tra orecchiabilità e ricercatezza, quest’ultima, che richiede di salire di un livello per comprendere fino in fondo. Ci sono già riuscito una volta con Anna e ci sto riuscendo ancora.

Niente da scrivere

Scrivo un post a settimana o almeno ci provo. Ci sono però delle volte che non so proprio cosa scrivere. Oggi è una di quelle volte. Mi dispiace saltare una settimana e non voglio farlo. Potrei scrivere di musica ma non ho ancora ascoltato i nuovi di Agnes Obel e Anna Calvi. Poi ci sarebbe anche l’album d’esordio di Lily & Madeleine (ben accolto dal mitico Anthony DeCurtis che cita anche i R.E.M. nella sua recensione!) e un nuovo EP di Rachel Sermanni (chissà se non esca qualcosa si nuovo il prossimo anno). Ed eccomi qui. Dopo Birdy sto aspettando tutta questa nuova musica. Ho ancora in serbo un album degli Holmes (al quale ho già dato un ascolto) e uno di Brandi Carlile (che sta preparando qualcosa di nuovo). Poi ogni tanto passo dalle parti di Bandcamp e scarico qualcosa di gratis che “tanto è gratis”. Quindi per ora non ho nulla da scrivere riguardo alla nuova musica ma lo farò appena ho tra le mani queste nuove uscite.

Anche in quanto a letture non ho nulla di nuovo. Ho continuato il viaggio verso la Torre Nera con La Sfera Del Buio. La traduzione del libro di Stephen King da Wizard And Glass è inspiegabile. Va bene la sfera ma il riferimento al buio non l’ho capito. Scrivero della Torre Nera più avanti nel viaggio. Detto questo, King è un grande ma chi sono io per dirlo! Mi è venuta quasi voglia di leggermi in mago di Oz perchè il Re nel finale fa troppi riferimenti ad Oz e non vorrei perdermi qualcosa nel prosieguo dell’avventura. Anche se La Sfera Del Buio è un enorme flashback che cade a fagiolo nel momento opportuno, la storia avanza ancora nella direzione della Torre e alcune cose si chiariscono e nuove domande sorgono. Lo step successivo è leggermi The Dome (il cui titolo si evitato di tradurre) che campeggia con tutta la sua mole sulla libreria. L’altro libro in attesa è Alle Montagne Della Follia del grande H.P. Lovecraft che ha una stazza decisamente inferiore. Ora sto leggendo Il Signore Degli Anelli. Ho preferito per comodità l’edizione divisa in tre romanzi e sto leggendo Le Due Torri. Per ora lo trovo davvero molto bello e ben scritto, ha un fascino particolare, un libro senza tempo. Inoltre, per quanto letto finora, la trilogia di film la trovo davvero ben fatta e molto fedele all’originale salvo qualche adattamento e taglio qua e là.

Ho scritto a sufficienza per oggi. Non male, direi, considerando il fatto che non sapessi cosa scrivere. Intanto là fuori comincia a fare sempre più freddo e buio. Questo mi piace. L’inverno mi piace. Mi piace ascolatre musica con il buio e il vento freddo. L’apprezzo meglio. “Should we talk about the weather? Should we talk about the government?” cantavano i R.E.M. e del tempo ho parlato. Qualcosa da dire sul governo? Meglio di no. Meglio di no.

Triplo salto mortale

Tre nuovi singoli. Questo agosto è davvero ricco di musica e di novità. Cominciamo dal nuovo singolo di Anna Calvi estratto dall’album di prossima uscita One Breath. La canzone s’intitola Eliza e mantiene intatte tutte le caratteristiche che hanno reso famosa la cantautrice inglese. A mio parere come singolo è un po’ debole e richiama troppo le sonorità dell’album d’esordio. Come al solito bisogna ricordare che il singolo deve fare buona pubblicità all’album e quindi meno è distante dall’idea di Anna Calvi che abbiamo, meglio è. Naturalmente è lecito aspettarsi qualcosa di più dalla Calvi e sono sicuro che non ci deluderà. Intanto mi ascolto più attentamente questa Eliza in attesa di qualcosa di più affascinante che metta in risalto la voce e la chitarra della Calvi più di quanto riesca a fare questo singolo.

Novità in arrivo anche per Lily & Madeleine. Dopo l’apprezzato The Weight Of The Globe, le due sorelline sono pronte a fare il loro esordio con il self-titled album come da prassi. Ad aprire le danze è il singolo Devil We Know che conferma le buone intenzioni di Lily e Madeleine. L’album sarà pubblicato il 29 ottobre e curiosamente non contiene nessuna traccia pubblicata nel precedente EP. Significa forse che le due ragazze hanno ispirazione da vendere? Staremo a sentire. Sono molto curioso…

Ma il singolo più atteso, per quanto mi riguarda, è sicurmente quello estratto da Aventine, la nuova creatura di Agnes Obel. Il singolo come anticipato s’intitola The Curse ed è… bellissimo! Più archi, atmosfere ancora più oscure e malinconiche del precedente. Questa è la Agnes Obel che voglio ascoltare. Questa musica è quella che vorrei ascoltare di più. Cosa dire? Questa The Curse basta da sola.

Orizzonti

La musica non è chiusa per ferie. Infatti queste ultime settimane sono state ricche di anticipazioni riguardo alle novità musicali di questo autunno. Nella prossima stagione infatti ci saranno parecchie nuove uscite, alcune largamente anticipate altre delle vere e proprie sorprese e anche qualche esoridio. Tutto come sempre quindi, solo che quest’anno il caso vuole che parecchie uscite che mi interessano particolarmente siano concentrate nel periodo tra settembre e ottobre.

Cominciando da Agnes Obel che ha finalmente rivelato la copertina del nuovo album Aventine, rivelazione anticipata da quattro assaggi dei nuovi brani. Sono anticipazioni troppo belle per essere vere ma troppo corte per soddisfare l’appetito. A me e a moltissimi altri fan questi “scorci” fanno più male che bene. La data di uscita del secondo lavoro della cantautrice danese è fissata al 30 settembre e l’uscita del singolo The Curse non dovrebbe tardare ad arrivare. Questo qui sotto è il “glimpse” numero 3, il mio preferito ma è davvero difficile scegliere.

Il 9 settembre, prima di Agnes Obel, uscirà il disco d’esordio del trio inglese London Grammar. Scoperti di recente, come non ho mancato di riportare su questo blog, i London Grammar sono alla prova del nove. Il titolo dell album sarà If You Wait e conterrà le già conosciute Hey Now, Wasting My Young Years e Metal & Dust che insieme al resto della tracklist più bonus track eccetera arriverà a contare 17 brani. Non male per un esordio! Sono proprio curioso di alscoltare queste giovani promesse del pop rock inglese. Questo è il singolo Strong.

Anna Calvi, invece mi ha colto alla sprovvista. Sapevo bene che stesse registrando il nuovo album ma non avrei mai pensato uscisse così presto. Anche Anna Calvi è pronta con il suo secondo lavoro intitolato One Breath e uscirà il 7 ottobre. Per ora c’è solo un trailer di un minuto che ne anticipa le atmosfere. Anna Calvi sembra essere tornata con tutta la sua forza ancora intatatta e dopo l’acclamato album omonimo la pressione è tutta su di lei. Sono sicuro che la Calvi non ci deluderà. Ascoltare per credere.

C’è dell’altro? Sì c’è ancora qualcosa. In realtà questo singolo intitolato Wings mi ha fatto ritornare alla mente una giovanissima cantautrice, ovvero Birdy. Non avevo mai ascoltato nulla di suo e forse è giunto il momento di farlo. Devo correre ai ripari e ascoltarmi il suo album d’esordio e poi fiondarmi del prossimo Fire Within anticipato da questo singolo. Ho letto e sentito parlare molto bene di Birdy, perchè dunque non concedergli un ascolto?

Ok, credo di aver finito. Almeno per ora. Nell’attesa mi sto ascoltando Rockferry di Duffy e devo ammettere che è un album molto piacevole. Dato che l’estate e le ferie concedono qualche momento di tempo libero in più, sto anche ascoltando Good Music dei gallesi Colorama. Si stanno rivelando molto interessanti anche loro. Quando sarà il momento scriverò quali saranno le mie impressioni su questi due album prima di tuffarmi nel mare delle nuove uscite che si vedono in lontananza.

Ponti in fiamme a Nord

Scandinavian americana. Che i popoli del nord fossero giunti nel continente americano ben prima di Colombo è ormai risaputo ma che gli americani fossero approdati sulle coste scandinave di recente è meno noto. Il termine scandinavian americana è stato affibiato dalla rivista Rolling Stone alla musica di un gruppo svedese che si fa chiamare Holmes che mescola folk-rock nordico con sonorità tipicamente americane tenute assiema dalla voce unica del frontman Kristoffer Bolander. Il loro secondo album l’avevo scaricato lo scorso anno dalla loro pagina ufficiale di Bandcamp (holmes.bandcamp.com) dopo essere rimasto affascinato dalla splendida Brothers. I successivi ascolti dell’album non mi avevano convinto a sufficienza e per questo motivo non ho mai scritto di loro su questo blog. Quando mi trovo a corto di musica nuova da ascoltare vado a cercarla tra quegli album che ho messo da parte per qualche motivo. Come mi è già successo con Anna Calvi e Brandi Carlile, è stata una saggia idea riascoltarli. Sembrerà strano ma il successo dei Mumford & Sons, Sigh No More, che molti apprezzano anzi amano, io proprio non riesco a farmelo piacere nonstante anche questo album l’ho ripescato recentemente dopo un anno nel limbo. Forse tutto è dovuto alla voce di Marcus Mumford per la quale ho un’avversione naturale e servirà altro tempo, probabilmente prima della mia conversione. Per quanto riguarda gli Holmes la conversione è già avvenuta.

Holmes
Holmes

Burning Bridges comincia proprio con la meravigliosa Brothers che mostra subito i tratti caratteristici della band. Il resto dell’album non si discosta molto da questo brano d’apertura e ciò potrebbe apparire una cosa negativa ma in realtà, grazie alla particolarità della loro musica, ne risulterà il contrario. Subito la trascinante Bells è la dimostrazione che gli stessi ingredienti possono dare vita ad una canzone più luminosa, pur sempre con una nota di malinconia. La bella Night Bright Night ci immerge nella notte con l’immancabile fisarmonica di Larisa Ljungkrona riuscendo a creare un’atmosfera rilassante e distesa. Una delle canzoni più belle. Più rock e “cattiva” è I Will Never Be Free sorretta dalla straordinaria voce del leader Bolander. All I Had In Store si rifà ai tratti tipici della musica degli Holmes ma gran parte del merito va attribuito, di nuovo, alla fisarmonica. La successiva Every Stream Of Light è una sorta di ninnananna sulla punta delle dita, una delle canzoni più magiche dell’intero lavoro. Il risveglio prende forma con Where Dreams Come From, un altro pezzo in perfetto stile Holmes. Successivamente si viene travolti dal singolo di punta, Debris, un piccolo gioiellino del quale ascolterei l’intro per ore. Si ritorna su sonorità più distese con la nostalgicamente noridica Vinter. Ancora un po’ di energia con Waiting che si potrebbe definire il brano più allegro dell’album che si chiude con la lunga Captain Weakheart, una dimostrazione della capacità di songwriting del gruppo e l’ennesima prova della voce spigolosa del frontman.

Questo Burning Bridges è il terzo album della band svedese e non potrò esimermi dall’ascoltare anche i due precedenti. Ho fatto bene a riscoprire questo gruppo, ne sono contento, e ancora una volta ho sbagliato ad abbandonare un album che non mi ha convinto ai primi ascolti. Di nuovo sono rimasto affascinato da una voce particolare come quella di Bolander e piacevolmente sorpreso dalla fisarmonica della Ljungkrona, che è ormai il marchio di fabbrica della band. Un album che mi sento di consigliare, per certi versi unico e magico, dalle atmosfere malinconiche ma incredibilmente affascinanti.

 

Le mezze stagioni

Si potrebbe affermare che, in un certo senso, l’anno inizi in queste settimane. Non sempre un anno inizia a Gennaio, quello scolastico, ad esempio inizia a Settembre. Ebbene l’imminente arrivo della primavera che sancisce di fatto la fine dell’inverno che ci trasciniamo dietro del 2012, segna un nuovo inizio. Anche se si dice che le mezze stagioni non ci sono più, personalmente sono quelle che preferisco. Sarà perchè sono un eterno indeciso e stare li nel mezzo mi fa sentire a mio agio. Quando non si sa di cosa parlare si comincia sempre a farlo con il meteo e le stagioni. Perchè non di politica come dicevano i miei carissimi R.E.M. in Pop Song 89, “Should we talk about the weather? / Should we talk about the government?”. Ma forse è meglio lasciar perdere la politica di questi tempi (ci sarà mai un tempo in cui ne potremo parlare bene?). Ogni giorno che passa mi sembra di vedere Orwell e Huxley, ovunque si trovino ora, che scuotono la testa in senso affermativo con un sinistro sorrissetto che sembra dire “Vedi? Avevamo ragione… e la chiamavano fantascienza“. Chi ci può salvare? Ci restano Supergiovane e Shpalmen.

Ma a proposito di musica, che cosa si vede all’orizzonte? Un pò di cosette interessanti. Si parte con gli Editors che dall’ultimo album sono passati 4 anni e un chitarrista in meno. Sembra che finalmente abbiano finito di registrare, chissà se prima dell’estate si potrà ascoltare almeno il singolo. Non mi lancio in previsioni perchè in passato lo fatto e ho fallito miseramente. Sempre da questa parte dell’oceano è pronta Gabrielle Aplin che sinceramente devo ancora inquadrare ma non potrò farlo prima del 13 Maggio, giorno di uscita del suo primo album, English Rain. Un’altra donna quest’anno ha imbracciato (?) il suo pianoforte e ha cominciato a registare il suo secondo album. Il nuovo sigolo di Agnes Obel si potrà, molto probabilmente ascoltare a Maggio e per l’album mi toccherà aspettare fino a dopo l’estate. C’è dell’altro? Sicuramente qualcosa ancora da scoprire arrivera nel frattempo, compreso il nuovo di Anna Calvi. Quattro album nuovi per il 2013, un bel bottino. Per ora ho ancora lì in sala d’attesa per il loro turno, il secondo di Florence + The Machine e un ancora inesplorato esordio della mia coetanea Lucy Rose. Poi poco tempo fa è riemersa dalle sabbie anche Brandi Carlile che la scorsa estate aveva levato le tende ben presto da quello spazio che ho tra le orecchie, lasciandosi dietro la sola Turpentine. L’ho rincorsa per restiuirgliela e sono stato folgorato nel mezzo del cammino dall’album The Story. A proposito di folk rock, dai Paesi Bassi sono arrivati quattro ragazzi ai quali ho concesso qualche ascolto ma non abbastanza per trarre conclusioni. I Mister And Mississippi hanno però tutte le carte in regola. Ancora un controllino e possono passare anche loro la dogana. Prima finisco di assaporare gli ultimi inediti di Lana Del Rey dei quali ho già le idee chiare ma che nel frattempo sta preparando un album nuovo anche lei.

Buon inizio…