Un Natale con i fiocchi

È la vigilia di Natale ed è anche sabato. Di solito il fine settimana è destinato ad una recensione ma questo non è un fine settimana come gli altri. Quest’anno posso unire il Natale alla musica e questo è possibile sono se si tratta di musica natalizia. Come rimanere indifferenti di fronte alle nostalgiche e zuccherose canzoni di Natale? Come esserlo se a cantarle è una come Kacey Musgraves? Sì, quest’anno la cantautrice americana ha pubblicato A Very Kacey Christmas, un album di Natale con tanti classici e quattro inediti. L’album di canzoni di Natale è una tappa forzata per ogni artista di successo e non sempre il risultato è all’altezza ma Kacey Musgraves… bhè ascoltare per credere.

Kacey Musgraves
Kacey Musgraves

Si comincia con Have Yourself A Merry Little Christmas che subito ci porta nell’atmosfera natalzia. Calda e confortante, la voce della Musgraves è suadente al punto giusto. Un inizio con i fiocchi, “Through the years, we all will be together if the fates allow / So hang a shining star upon the highest bough / And have yourself a merry little Christmas now“. Un classico che più classico non si può come Let It Snow non può certo mancare. Impreziosito dal Trio Lescano… ops intedevo le The Quebe Sisters. Una canzone che fa subito Natale, “Oh, the fire is slowly dying / And, my dear, we’re still goodbye-ing / But as long as you love me so / Let it snow, jet it snow, let it snow“. Christmas Don’t Be Late ha i tratti delle belle canzoni di una volta. Tutto è fatto con gusto e attenzione, Kacey Musgraves si rivela essere un’artista versatile e brava, “Want a plane that loops the loop / And I still want a hula-hoop / I can hardly stand the wait / Please, Christmas, don’t be late / I can hardly stand the wait / Please, Christmas, don’t be late“. Il primo inedito è A Willie Nice Christmas, cantata insieme a quella vecchia roccia di Willie Nelson. Un Natale alternativo, una canzone simpatica che spazza via la nostaligia che questa festa porta con sè, “Don’t get caught up in the hustle and the bustle / This time of year ain’t supposed to be so stressful / Here’s to easily silent nights and finding your own paradise / ‘Cause whatever family, might call your own“. C’è anche Feliz Navidad di José Feliciano. Una bella versione arricchita dai cori e dalla voce elegante della Musgraves. Davvero bella, “Feliz navidad, feliz navidad / Feliz navidad, prospero año y felicidad / Feliz navidad, feliz navidad / Feliz navidad, prospero año y felicidad“. Un’altro inedito con Christmas Makes Me Cry. Qui la malinconia sale alle stelle. Coglie tutti gli aspetti del Natale che ogni anno si ripete e ogni anno pensiamo a quanto era bello quando eravamo bambini, “It’s the ones we miss, no one to kiss under the mistletoe / Another year gone by, just one more that I, I couldn’t make it home / And I know that they say, “Have a happy holiday” / And every year, I swear I sincerely try / Oh, but Christmas, it always makes me cry / Always“. Anche Present Without A Bow è un inedito dal piglio pop. Vede la collaborazione di Leon Bridges. Un bel duetto che porta una storia d’amore sotto l’albero. Un pezzo romantico e nostalgico, “There’s no red and white stripes on a candy cane / And Silent Night just wouldn’t sound the same / Where’d the magic go? / All I know is me without you is like a present without a bow“. Un’altro classico come Mele Kalikimaka riaccende la speranza di un Natale sereno. Kacey Musgraves ci porta alle Hawaii con la consueta dolcezza e spensieratezza, con un tocco vintage, “Mele Kalikimaka is the thing to say / On a bright Hawaiian Christmas Day / That’s the island greeting that we send to you / From the land where palm trees sway“. Vale il prezzo del biglietto la divertente I Want Hippopotamus For Christmas. Un classico interpretato dalla Musgraves con innocenza, sembra cantare con un bel sorriso e fa sorridere anche chi ascolta. La canzone di per sè è già irresistibile ma con la sua voce e la reintrepetzione country lo è ancora di più. Da ascoltare, “I want a hippopotamus for Christmas / Only a hippopotamus will do / No crocodiles or rhinoceroses / I only like hippopotamuses / And hippopotamuses like me, too“. Un altro classico per bambini è Rudolph the Red-Nosed Reindeer. Come in precedenza, l’interpretazione della Musgraves è perfetta. Tutto molto natalizio, “Rudolph, the Red-Nosed Reindeer had a very shiny nose / Well, and if you ever saw it, you would even say it glowed / (Like a light bulb)“. Ribbons And Bows è un inedito nel quale l’amore trionfa. Carica di buoni sentimenti come vuole il Natale, questa canzone è orecchiabile quanto basta per essere cantata in coro, “Don’t need ribbons and bows to cure my woes / No, I just need your love / Expensive rings or diamond things / No, I just need your love“. Chiude l’album What Are You Doing New Year’s Eve?, lento romantico e strappalacrime. Kacey Musgraves ne dà un interpretazione elegante con un sensibilità d’altri tempi, “Wonder whose arms will hold you good and tight / When it’s exactly 12 o’clock midnight / Welcoming in the New Year, New Year’s Eve“.

Gli album con le canzoni di Natale hanno da sempre avuto un significato più commerciale che artistico. Questo non fa eccezione. Lo ascolterete per qualche settimana per poi riporlo nel cassetto fino all’anno prossimo. A Very Kacey Christmas però non è eccessivamente melenso e ruffiano, la brava Kacey dimostra tutto il suo talento, reinterpretando i classici con grande rispetto e classe. Purchè non diventi un appuntamento fisso ogni anno, questo album è un’ottima colonna sonora per le feste da ascoltare e riascoltare prima che finiscano. Un album da condividere con parenti e amici, in perfetta sintonia con il Natale.

Non mi giudicate – 2015

Avanti un altro. Anche quest’anno è diventato vecchio quanto gli altri ed è ora di cambiarlo. Come ogni trecentrosessantacinque giorni ci ritroveremo festeggiare l’arrivo di un anno migliore di questo. O almeno si spera. Il mondo cambia e forse noi non siamo pronti, forse non lo saremo mai. L’importante è cercare di passare il guado e anche questa volta pare che l’abbiamo sfangata. Me lo auguro sia così per tutti voi. Non resta che rimboccarci le maniche e affrontare altri trecentrosessantacinque (anzi trecentrosessantasei questa volta) giorni con rinnovato entusiasmo, come succedeva sempre ad ogni Settembre di fronte al nuovo anno scolastico. Ma basta con questa digressione, meglio voltarsi indietro per l’ultima volta e vedere un po’ cosa ci ha offerto di bello quest’anno di musica. Per la prima volta in questo blog ho deciso di premiare alcuni artisti o album che mi sono particolaremente piaciuti, ispirandomi ai premi NBA. Non mi piace dare voti o fare classifiche ma faccio uno strappo alla regola (“Sono abitudinario, non mi giudicate, siete come me” cit.). Ovviamente per decretare chi è meglio di chi avrei dovuto ascoltare tutta la musica uscita quest’anno, nessuno escluso. Come avrei potuto farlo? A mancare è soprattutto il tempo ma anche la voglia di ascoltare tutto (ma proprio tutto). Dunque la mia è una visione ristretta a ciò che ho voluto e potuto ascoltare dal primo Gennaio a oggi. Chi non è d’accordo… bhè se ne faccia una ragione.

  • Most Valuable Player: Laura Marling
    Quest’anno è iniziato con un grande ritorno. Quello di Laura Marling, sempre meravigliosa nonostante abbia ritoccato il suo sound. Avere venticinque anni e cinque ottimi album alle spalle non è cosa da tutti. Soprattutto essere già diventati così influenti è ancora più raro. La migliore.
    Laura Marling – False Hope
  • Most Valuable Album: How Big How Blue How Beautiful
    I Florence + The Machine quest’anno hanno sfornato un album grandioso. Un grande riscatto, carico di emozioni ed energia. Florence Welch con la sua voce domina incontrastata, inimitabile e unica. Senza dubbio l’album più forte dell’anno, da ascoltare se non l’avete ancora fatto.
    Florence + The Machine – Delilah
  • Best Pop Album: Light Out The Dark
    Il secondo album Gabrielle Aplin è convincente e lancia la giovane cantautrice inglese tra quegli artisti da tenere assolutamente d’occhio in futuro. Anzi forse il futuro è già qui. Io ho avuto la fortuna di scoprirla agli esordi, prima del suo debutto e sono molto contento che abbia trovato la sua strada.
    Gabrielle Aplin – Light Up The Dark
  • Best Folk Album: The Firewatcher’s Daughter
    Forse considerare folk The Firewatcher’s Daughter è riduttivo, lo stesso vale per Brandi Carlile ma dovevo assolutamente inserire la cantautrice americana in questa lista. Brandi Carlile migliora con gli anni e il successo di questo album se lo merita pienamente. Una voce emozionante senza eguali.
    Brandi Carlile – Wherever Is Your Heart
  • Best Singer/Songwriter Album: Tied To The Moon
    Rachel Sermanni è tornata con Tied To The Moon, riconfermandosi come cantautrice di talento e sensibilità. Anche per lei è arrivato il momento di cambiare sound ma lo fa con attenzione senza strappi con il passato. Voce e chitarra acustica è una ricetta semplice ma eccezionale quando si parla di questa giovane cantautrice scozzese.
    Rachel Sermanni – Banks Are Broken
  • Rookie of the Year: Lael Neale
    Tra gli esordi di quest’anno è difficile scegliere quale sia il migliore. Voglio premiare la cantautrice americana Lael Neale che con il suo I’ll Be Your Man ha dimostrato di saper scrivere canzoni magiche ed emozionanti. Spero per lei che in futuro possa avere più visibilità perchè è un’artista che non merita di stare nascosta.
    Lael Neale – To Be Sad
  • Sixth Man of the Year: Kacey Musgraves
    Per sesto uomo si intende colui il quale parte dalla panchina ma dimostra di avere un ruolo importante nella squadra. Kacey Musgraves partiva da un buon album ma niente di eccezionale. L’avevo quasi accantonata quando il suo secondo Pageant Material la eleva a country star. Kacey saprà sicuramente deliziarvi con la sua musica.
    Kacey Musgraves – Are You Sure ft. Willie Nelson
  • Defensive Player of the Year:  The Weather Station
    Ovvero l’artista più “difensivo”. Tamara Lindeman e il suo Loyalty la riconferma come cantautrice intima e familiare. Sempre delicata, non cerca visibilità e successo ma solo un orecchio al quale porgere le sue confidenze. Un piacere ascoltare The Weather Station e lasciarsi abbracciare dalla sua musica.
    The Weather Station – Way It Is, Way It Could Be
  • Most Improved Player: The Staves
    Niente da dire. Le tre sorelle inglesi Staveley-Taylor sotto l’ala di Justin Vernon hanno fatto un album che ruba la scena al buon esordio. If I Was è malinconico ma anche rock, le The Staves non sono mai state così convincenti e abili. Speriamo che in futuro la collaborazione di ripeta perchè abbiamo bisogno di voci come quelle di Jessica, Emlily e Camilla.
    The Staves – Steady
  • Throwback Album of the Year: Blonde
    L’album Blonde della cantautrice canadese Cœur de pirate è del 2011 ma solo quest’anno ho avuto il piacere di ascoltarlo. L’ho ascoltato a ripetizione per settimane, catturato dalla voce dolce e dai testi in francese di Béatrice Martin. Un album pop dal gusto retrò che ha trovato il suo erede (più contemporaneo) in Roses, pubblicato quest’anno.
    Cœur de pirate – Ava
  • Earworm of the Year: Biscuits
    Non avrei voluto che un’artista apparisse in due categorie diverse ma non posso fare a meno di premiare Biscuits di Kacey Musgraves. Mi ha martellato la testa per settimane.“Just hoe your own row and raise your own babies / Smoke your own smoke and grow your own daisies / Mend your own fences and own your own crazy / Mind your own biscuits and life will be gravy / Mind your own biscuits and life will be gravy“.
    Kacey Musgraves – Biscuits
  • Most Valuable Book: Moby Dick
    In questo blog, saltuariamente, scrivo anche di libri. Non tutti quelli che leggo durante l’anno ma quasi. Senza dubbio Moby Dick è il migliore. Un classico, un libro a tutto tondo. Non è una semplice storia, non è un avventura ma un’esperienza come lettore. Un’enciclopedia sulle balene, dialoghi teatrali, scene comiche e drammatiche, digressioni filosofiche. Tutto in un solo libro.

A conti fatti, ho premiato un po’ tutti. Chi è rimasto escluso è solo perchè altrimenti avrei dovuto inventarmi una categoria per ognuno di essi! Sarebbe stato sinceramente un po’ patetico oltre che inutile. Un altro anno è qui davanti, carico di musica nuova e meno nuova da ascoltare e riascoltare. Ci saranno tanti graditi ritorni…

Buon 2016.
Anno bisesto, anno funesto. 😀

Miss Congenial

Quando un paio di anni fa scelsi di ascoltare l’album di debutto di Kacey Musgraves, intitolato Same Trailer Different Park, ero poco avvezzo alla musica country e lo sono tuttora. Ma avevo letto alcune opinioni positive a riguardo e se ci aggiungiamo anche la bella foto in copertina, il risultato apparve scontato. Perchè non provare ad ascoltare questa giovane cantautrice americana? L’ho fatto e oggi come allora penso che Same Trailer Different Park sia un bell’album, spensierato e leggero. Niente di più. Dopo qualche tempo lo abbandonai e pensai che in fondo non avrei avuto interesse ad ascoltare un suo secondo album. Poi qualche mese fa arrivò il singolo Biscuits. Non l’avessi mai ascoltato! Credo di essere uscito dalla sua dipendenza solo in questi giorni. Mi martellava in testa in continuazione. Ecco che la giostra è ripartita e io, che bramo l’intera discografia di qualsiasi artista mi passi sotto il naso, non potevo farmi scappare Pageant Material. Il secondo album che mai avrei voluto e dovuto ascoltare.

Kacey Musgraves
Kacey Musgraves

High Time apre l’album come una ventata d’aria fresca. Una canzone sulla necessità di non lasciarsi trascinare dalla frenesia della celebrità. Nonostante le apparenze i testi della Musgraves e dei suoi co-autori non sono affatto banali e questa canzone ne è solo un assaggio, “Been missing my roots / I’m getting rid of the flash / Nobody needs a thousand-dollar suit just to take out the trash  /Ain’t gotta be alone to feel lonely / I’m gonna turn off my phone, start catching up with the old me“. Con Dime Store Cowgirl, Kacey rivendica il legame con la sua terra e l’amore per la musica country. Una canzone irresistibile, dal ritornello orecchiabile e sincero, “I’m just a dime store cowgirl / That’s all I’m ever gonna be / You can take me out of the country / But you can’t take the country out of me, no“. Late To The Party è una canzone romantica, un lento da festa, appunto. Probabilmente la canzone più debole dell’album rispetto alle altre ma comunque piacevole, “Late to the party with you / Oh, who needs confetti? / We’re already falling into the groove / And who needs a crowd when you’re happy at a party for two? / The world can wait / Cause I’m never late to the party if I’m late to the party with you“. La titletrack Pageant Material è davvero originale. Kacey colpisce nel segno con un testo pungente e ironico. Una divertente canzone sul mondo dei concorsi di bellezza & Co, ai quali la Musgraves non si sente di appartenere, “I ain’t pageant material / I’m always higher than my hair / And it ain’t that I don’t care about world peace / But I don’t see how I can fix it in a swimsuit on a stage / I ain’t exactly Ms. Congenial“. La successiva This Town è probabilmente la canzone più matura dell’album. Un country classico che racconta la vita in un piccolo paese tra pettegolezzi e malelingue, “Too small to be lying / Way too small to cheat / Way too small for secrets / Cause they’re way too hard to keep / And somebody’s mama knows somebody’s cousin / And somebody’s sister knows somebody’s husband / And somebody’s daughter knows somebody’s brother / And around here, we all look out for each other“. E poi c’è Biscuits. Da ascoltare e rimanere intrappolati nel ritornello e nella melodia. Difficile uscirne, io vi ho avvisato, “Just hoe your own row and raise your own babies / Smoke your own smoke and grow your own daisies / Mend your own fences and own your own crazy / Mind your own biscuits and life will be gravy / Mind your own biscuits and life will be gravy“. Somebody To Love è molto vicina alle sonorità ascoltate nel primo album. Una canzone dolce come la voce della Musgraves che ci incanta per qualche minuto. Viene da dire: brava Kacey, “We’re all good, but we ain’t angels / We all sin, but we ain’t devils / We’re all pots and we’re all kettles / But we can’t see it in ourselves / We’re all livin’ ‘til we’re dying / We ain’t cool, but man, we’re trying / Just thinking we’ll be fixed by someone else“. Miserable è la riprova che Kacey Musgraves ha ancora qualcosa da dire e lo fa con una canzone semplice ma efficace. Canzoni come questa si ascoltano sempre volentieri e se è lei a cantarle, ancora di più, “And you… can’t win unless you lose / You try to tell me you want happiness / But you ain’t happy unless / You’re miserable“. Dalle tinte più cupe e serie è Die Fun che mostra un lato nascosto della voce della Musgraves. Un buon ascolto diverso dai precedenti ma che fatica a lasciare il segno, “We can’t do it over / They say it’s now or never and all we’re ever gettin’ is older / Before we get to heaven, baby let’s give ‘em hell / We might as well / Cause we don’t know when we’re done / So let’s love hard, live fast, die fun“. La bella Kacey non si è dimenticata come si fanno quelle canzoni country frizzanti e Family Is Family è lì a dimostrarlo. Strappa un sorriso e ti incolla addosso un altro ritornello, “Family is family, in church or in prison / You get what you get, and you don’t get to pick ‘em / They might smoke like chimneys, but give you their kidneys / Yeah, friends come in handy, but family is family“. Good Ol’ Boys Club ha fatto nascere qualche dibattito. Conterrebbe, infatti, un attacco alla collega Taylor Swift, rea di aver abbandonato il country per scalare le classifiche. Il riferimento alla casa discografica Big Machine della Swift è nascosto nel ritornello, “Don’t wanna be a part of the good ol’ boys club / Cigars and handshakes, appreciate you but no thanks / Another gear in a big machine don’t sound like fun to me / Don’t wanna be a part of the good ol’ boys club“. Cup Of Tea ci ricorda che ognuno è fatto a modo suo con melodie solari e zuccherose. Un canzonetta nei toni leggeri ma il tema è interessante, “Maybe you married the wrong person first / Maybe your hair’s way too long / Your sister’s in jail or maybe you failed / Out of college, but hey, life goes on / We’ve all got the right to be wrong“. Chiude l’album Fine, un altro lento country dalle atmosfere malinconiche e sognanti. La voce della Musgraves è sempre dolce e graziosa, questa canzone è cucita addosso a lei, “I try to sleep, I just lie here awake / I’ve stopped counting sheep, now I just count the days  /’Til you’re back in this bed that I remake every time / And if they ask, I’ll say I’m fine“. C’è ancora una traccia nascosta, è Are You Sure cover di un classico della leggenda country Willie Nelson, che duetta con Kacey Musgraves.

Pageant Material si è rivelato migliore del precedente sotto tutti i punti di vista. Kacey Musgraves non sbaglia un colpo e infila un ritornello orecchiabile dopo l’altro. Non si piega al pop facilone di alcune sue college ma resta saldamente ancorata al country americano. Questo è un album che trasuda da tutti i pori la cultura USA per questo genere. L’accento americano della Musgraves è in grado si sentirlo chiunque. La sua voce e l’uso che ne fa è parte del suo successo. Kacey Musgraves ha i piedi per terra e questo mi piace. Una ragazza schietta e sincera, senza peli sulla lingua. Una ragazza che ha dichiarato di rimanere fedele al country e di non curarsi di chi la critica. Credo di poter affermare che si sia presa un posticino tra la mia musica preferita. Ho già postato tempo fa su questo blog, il singolo Biscuits e avrei voluto mettere qui sotto un’altra canzone. Family Is Family, perchè no. No. Biscuits. Abbi pietà di me, Kacey. (Just hoe your own row and raise your own babies…)

Futuro prossimo

Questo mese ci sono state parecchie novità musicali che anticipano altrettanti album in uscita quest’estate o più avanti in autunno. In particolare ci sono tre nuove canzoni che mi hanno sorpeso. Rachel Sermanni ha finalmente annunciato il suo secondo album in maniera definitiva a distanza di tre anni dal precedente Under Mountains. Inizialmente era previsto per Febbraio (con tanto di pre-order) poi il dietro front. Forse Aprile, anzi no, Maggio (con pre-order). Falso allarme. Silenzio. Ora la data è il 10 Luglio (con pre-order, di nuovo) e dovrebbe essere quella definitiva. Nel frattempo è anche cambiata la copertina che ora riporta uno dei disegni della stessa Sermanni. Anche la Sermanni, dopo Laura Marling, sfodera la chirarra elettica e tira fuori Tractor, il primo singolo tratto da Tied To The Moon. Una Sermanni diversa e più pop ma comunque riconoscibile. Sono piacevolmente sorperso dal cambio di direzione ma sono anche sicuro di ritrovare qualche bella ballata folk all’interno dell’album.

Anche Lucy Rose è pronta a pubblicare il suo secondo album intitolato Work It Out previsto per il 6 Luglio. Dopo aver espresso dubbi sul suo primo singolo Our Eyes, la cantautrice inglese ha diffuso un’altra canzone intitolata Like An Arrow. Questa Lucy Rose mi piace di più. Like An Arrow è un’evoluzione del precedente Like I Used To del 2012. Lucy ha messo ha segno un punto a suo favore e sono più fiducioso riguardo questo album.

Questa settimana è stato il turno di Gabrielle Aplin che ritorna in grande stile con Light Up The Dark. Il singolo è già di dominio pubblico mentre per l’album c’è da aspettare fino al 18 Settembre. Il suo ultimo album English Rain pubblicato nel 2013 ha avuto un bel successo e anche a me è piaciuto molto. Anche lei ha deciso di cambiare direzione. Non resiste al fascino della chitarra elettrica e mette insieme un brano pop rock molto piacevole. La sua voce è sempre graziosa e misurata in contrasto con lo sfondo musicale. Non vedo l’ora di ascoltare Light Up The Dark e apprezzare meglio l’avvenuta maturità di questa giovane cantautrice.

Anche la canadese Béatrice Martin aka Cœur de pirate ha annunciato il suo terzo album. Uscirà il 28 Agosto e s’intitolera Roses. Il singolo che l’anticipa è stato rilasciato in due versioni Carry On, in lingua inglese, e Oublie-Moi, in francese. Da quanto dichiarato del Béatrice stessa e da quanto è possibile sentire, Roses non sarà molto diverso dal suo predecessore Blonde del 2011. Quindi non resta che aspettare per ascoltare un altro bell’album di Cœur de pirate. Io personalmente continuo a preferirla quando canta in francese e non è ancora ben chiaro se questo album sarà completamente in questa lingua oppure no.

Il prossimo mese non mancano nuove uscite. Subito il 1 Giugno il nuovo dei Florence + The Machine, How Big How Blue How Beautiful e poi in 23, il secondo di Kacey Musgraves intitolato Pageant Material. Sicuramente in aggiunta salterà fuori qualcos’altro e qualcosa mi sono già segnato, ad esempio il nuovo di Kelly Oliver anticipato dal singolo Jericho e Heavy Weather di Billie Marten. C’è da aspettare ancora un po’ per il nuovo degli Editors che molto probabilmente uscirà ad Ottobre. Pochi e frammentari i rumors che rigurdano rispettivamente il quarto e sesto album di Amy Macdonald e dei Wintersleep. La cantaurice scozzese ha dichiarato di aver terminato la scrittura delle nuove canzoni e adesso si sta godendo la vita in attesa del prossimo tour. La sua casa discografica avrebbe voluto avere l’album prima dell’estate ma Amy ha detto che è impossibile e a noi fans non resta che sperare per questo autunno. Anche i Wintersleep sono pronti ma mancano le prove di un’imminente uscita. Tempo fa sembrava pronti a rivelare almeno il singolo a Febbraio, salvo poi rimangiarsi tutto e ripiegare su un generico autunno. Questa è un po’ la situazione che mi aspetta per i prossimi mesi. Il 2015 si prevedeva ricco di uscite e novità, e così sarà.

Mi ritorni in mente, ep. 26

Ci sono canzoni e album che mi piacciono anche quando non so bene perchè. Questo è il caso di Same Trailer Different Park. Poco meno di un paio di anni fa ascoltai volentieri l’album d’esordio della cantautrice americana Kacey Musgraves e ancora oggi mi chiedo perchè lei sia l’unica interprete del country commericiale a piacermi. Intendiamoci di belle ragazze che fanno un misto di pop e country al di là dello oceano ce ne sono a bizzeffe ma Kacey ha saputo distinguersi. Il suo punto di forza è nel cosiddetto songwriting ovvero l’abilità di scrivere i testi delle canzoni. Proprio nei testi la Musgraves trova i consensi anche al di fuori dei fan del country. Infatti spesso le sue canzoni sfatano qualche tabù di questo genere musicale. La sua è una piccola rivoluzione.

Recentemente Kacey Musgraves ha pubblicato il singolo Biscuits che anticipa il suo secondo album, molto probabilmente previsto per l’estate. Qualche similitudine con il precedente Follow Your Arrow c’è ma si tratta pur sempre di un singolo. Anche in questo caso l’argomento è interessante. Una canzone antibullismo che riserva una speranza per che ne è vittima. Mi piace la voce della Musgraves e il suo modo di cantare, e se Biscuits è solo l’inizio sarà un bell’album da ascoltare questa estate. Vogliamo anche aggiungere anche che è una bella ragazza? Sì, aggiungiamolo. Che male c’è.

Segui la tua freccia, cowboy!

Ogni tanto ritorno a fare visita allo storico forum sui R.E.M. e  anche se ultimamente non c’è quasi nulla di nuovo che li riguarda, il topic “Albums Listened To Today” è uno di quelli costantemente aggiornati. Qui ogni utente posta le immagini delle copertine degli album che ha ascoltato di recente. Si possono trovare consigli su vecchi dischi o nuove uscite. Uno degli utenti più attivi in questo topic è solito ascoltare musica country tipicamente americana. Recentemente ha ascoltato un album di una giovane cantautrice country su consiglio di un amico. Nonostante non sia un fan del ramo più commerciale di questa musica ha ammesso che Kacey Musgraves rappresenta un’eccezione. Ciò che la renderebbe diversa e migliore rispetto alle dirette concorrenti è abilità nel songwriting, come dicono da quelle parti. Perchè dunque non concedergli un ascolto? Scopro che Kacey ha già pubblicato tre album con un’etichetta indipendente ma il suo “debutto” è il quarto album Same Trailer Different Park pubblicato per la Mercury Nashville.

Kacey Musgraves
Kacey Musgraves

Same Trailer Different Park rappresenta il classico pop-country americano con qualche accenno al country duro e puro e si apre con Silver Lining, perfetta rappresentante di un piacevole songwriting che è poi negli intenti dell’album. My House ci ricorda cos’è il country e la bella Kacey ci sa fare. Il singolo di maggior successo è Merry Go’ Round ma una delle canzoni più belle all’interno in questo album è la successiva Dandelion. Una canzone molto piacevole e delicata. Più rock è Blowin’ Smoke con tanto di yeah, yeah all’americana. I Miss You dal titolo potrebbe sembrare una canzoncina mielensa ma non lo è poi tanto. Step Off è un’altra canzone carina e divertente. Anche la successiva Back On The Map non è male grazie al suo ritornello orecchiabile. Sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche Keep It To Your Self che non regala nulla di nuovo. Un po’ più ritmata e veloce è Stupid seguita da un’altra bella canzone. Follow Your Arrow è da includere tra le canzoni migliori soprattutto per il ritornello. L’album si chiude con la bella ballata It Is What It Is.

Questo album non è certo un capolavoro ma è comunque un album particolarmente piacevole da ascoltare. La bella voce di Kacey e i ritmi country scanditi dall’immancabile banjo ogni tanto sanno un po’ di dejà-vu ma è una sensazione positiva. Un album semplice senza alcuna pretesa se non quella di allietare l’ascoltatore. Ascoltatore che sogna di essere laggiù in quelle praterie in una calda serata in compagnia di cowboy e belle cantanti country. Roba da film americano insomma.