Basketball, Kobe, Italy and Obama

Seguo da diversi anni la pallacanestro italiana con uno sguardo a quella europea e statunitense della NBA. Recentemente il mondo del basket nostrano ha fatto parlare di sè a causa di una vicenda piuttosto curiosa che ieri ha toccato il suo apice. Non ho scritto nulla finora della vicenda Kobe Bryant perchè sentivo che riservava ancora delle sorprese.

Tutto ha inizio il 18 settembre di questo anno, quando il patron della Virtus Bologna, Claudio Sabatini, ha l’idea di portare in Italia, nella sua squadra, uno dei giocatori di basket al mondo. Kobe Bryant gioca a Los Angeles nella squadra dei Lakers ed è considerato l’erede di Michael Jordan. Quest’anno il campionato americano molto probabilmente inizierà in ritardo o addirittura non inizierà proprio, a causa della serrata che i proprietari delle squadre hanno voluto perchè si sono accorti che più della metà degli incassi serviva a pagare i contratti milionari dei giocatori. Dal canto loro i giocatori hanno risposto che questa particolare situazione si è venuta a creare proprio a causa dei proprietari che hanno permesso stipendi così alti, non richiesti dai giocatori. Ora, ovviamente, i giocatori non vogliono che i loro stipendi vengano ridotti e quindi è in corso una trattativa che sta paralizzando la stagione. Così alcune star NBA hanno deciso di tenersi in forma nei campionati europei in attesa che la situazione si risolva al più presto, facendosi pagare molto bene. Bryant è nato cestisticamente proprio in Italia, perchè suo padre Joe giocò nel nostro paese a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, e Sabatini era intenzionato a metterelo sotto contratto per almeno un mese. Ovviamente i soldi mancano e Sabatini chiede a comune e imprenditori di sostenerlo nell’impresa. Il 20 settembre la squadra di Montegranaro, attraverso un comunicato ufficiale, dichiara di appoggiare l’iniziativa definendola “un’idea straordinaria e affascinante partorita dalla mente geniale di Claudio Sabatini“. A me suona come una presa in giro, ma non sembrerebbe esserlo. La prima proposta economica per portare Kobe in Italia è di 800.000 dollari a partita per circa un mese, quindi sei partite che poi si riduco alle sole tre casalinghe. L’offerta viene fatta quando ancora la situazione della serrata NBA sembrava potersi risolvere in tempi brevi e forse per questo Kobe non accettò l’offerta. Il 22 settembre, Sabatini ci riprova e offre 600.000 dollari di cui 100.000 andranno in beneficenza, per la prima partita. Offre 650.000 dollari a partita per tre partite in casa arrivando a proporre 3 miloni di dollari per un contratto annuale. Kobe non sembra accettare e Sabatini cerca di struttare il potere dei media per convincere la stella dei Lakers. In pochi giorni succede di tutto, Sabatini trova uno sponsor per pagare il giocatore che risponde con la richesta di un contratto annuale di 15 milioni di dollari con la possibilità di lasciare la squadra quando vuole se il campionato NBA sarebbe ricominciato. Sabatini rimane spiazzato dalla richiesta ma non molla. Fa un’offerta di 2.5 miloni di dollari per un mese nel quale saranno giocate 8 partite, modificando quindi ad personam il calendario. Ovviamente la Lega e le altre squadre dovrebbero accettare le modifiche. Ma quello che colpisce è che le squadre ospitanti devono cedere metà dell’incasso della partita contro Kobe, alla Virtus. Anche i giocatori non ci stanno e il playmaker della nazionale Daniel Hackett si sfoga su Facebook sollevando polemiche. Ma Bryant sembra ancora lontano e Sabatini alza l’offerta. Sembra esserci un accordo per 40 giorni. Sembra. Un giornalista americano nega l’accordo ma Sabatini, il 30 settembre, dichiara che entro breve l’accordo con Kobe, per 10 partite, sarà ufficializzato. Ma il calendario ad personam di Sabatini non viene accolto da alcune squadre e l’accordo salta. Sabatini accusa le società avversarie di aver impedito l’arrivo di Kobe in Italia ma tiene duro e insiste. Il 3 ottobre viene annunciato come il giorno decisivo per mettere la parola fine alla telenovela. Ma non è così e il giorno decisivo diventa il 5 ottobre che non si rivela tale. La trattativa si fa confusa e c’è chi protesta e chi sostiene l’iniziativa. Poi Sabatini sembra gettare la spugna e si limita a sognare un’amichevole tra la Virtus con Kobe Bryant e Treviso. Il 12 ottobre viene fatta un’offerta di 2 milioni di dollari per un’amichevole, denominata Kobe Night.

Ma è di ieri la notizia che mi ha spinto a scrivere queto lungo post. Sabatini scrive nientemeno che al presidente Barak Obama, reo di aver auspicato la ripresa del campionato NBA essendo lui stesso un appassionato di basket. Ecco il testo della lettera:

Dear Mr. President,
We have a dream: to see Kobe Bryant playing for our Team Virtus Pallacanestro Bologna, the Italian town wellknown in the world as basket City.
According to your wishes we hope that the Nba lockout will shortly stop but in the meanwhile let us have the chance to see at least for one game the great Kobe Bryant playing with our black and white jersey and be part of our history.

Non credo ci sia bisogno di traduzione anche perchè è stato fatto un errore grossolano di scrittura. Infatti Bologna viene definita basket city invece di basketball city, che suona più corretto alle orecchie di un americano (basket = cesto). Io trovo ridicolo inviare una lettera ad Obama per un motivo così inutile e stupido. Il presidente degli Stati Uniti ha ben altri problemi di cui occuparsi invece di dare retta ai sogni Sabatini. Questa operazione, secondo il patron della Virtus, averebbe fatto bene al basket italiano. Dichiarazione che ha sollevato i dubbi del presidente del CONI. L’Italia del basket ha bisogno di giocatori giovani, in grado di competere a livello internazionale e non di un fenomeno NBA che per “soli” 2 milioni di dollari accetta di giocare un’amichevole nel Paese che lui dice di amare tanto. Nonostante la crisi economica c’è chi ha avuto il coraggio di sostenere l’operazione Kobe. Uno spreco di soldi che non fa bene a nessuno, solo a Bryant, al quale non mancano certo i soldi. Spero che qualcuno fermi questa farsa, questo tentativo da parte di un uomo di trasformare il campionato italiano in un circo a beneficio di pochi. Ma davvero pochi. Dal CONI alla Lega alla FIP, si rendono conto di tutto questo ma non oppongono resistenza. Perfino la Cina ha impedito che i suoi club firmassero giocatori NBA con contratti milionari per pochi mesi. Perfino la Cina.

Kobe Bryant
Kobe Bryant
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